SCALA DI TOSSICITA’ “ALIMENTARE”

Scendendo la scala decresce la tossicità (per la specie umana):

carnei:

-carne

-pesce

-uova

lattei:

-derivati del latte

-latte

-miele

semi:

-legumi

-cereali

-semi oleosi

-semi germinati

verdure:

-funghi

-germogli

-radici

-fusti

-foglie

-fiori

frutta:

-frutta acida

-frutta essiccata dolce

-frutta essiccata ortaggio

-frutta ortaggio

-frutta grassa

-frutta dolce

mela :

verde,

gialla,

rossa,

rossa Stark.

Alcune precisazioni:

-i prodotti animali (carnei e lattei) vanno eliminati (sostituendoli dapprima con analoghi vegetali) il prima possibile , proprio per la loro tossicità estrema;

-stessa identica cosa vale anche per i prodotti vegetali diversi da frutta (cioè semi e verdure), tenendo, inoltre, molto bene presente che:

-il legume più tossico in assoluto è la soia, specialmente per la quantità massimamente distruttiva di proteine, per la potenza tossica estrema delle sue sostanze secondarie, e per la massima acidificazione (o ossidazione) del sangue;

-i rimanenti legumi sono, per gli stessi motivi, comunque ancora altamente tossici, quasi come la soia stessa (moltissimi nutrizionisti ufficiali, persino a livello mondiale, definiscono i legumi addirittura “sostanze quasi peggio della carne”);

-la forma più tossica in assoluto dei cereali è il seitan (e analoghi), specialmente per l’estrema quantità di proteine, di sostanze tossiche secondarie, e per la forte acidificazione del sangue;

-ma tutte le altre forme (meglio se integrali e biologici) in cui si usano i cereali, hanno una tossicità solo di poco inferiore: i cereali più tossici sono quelli contenenti glutine (grano, farro, orzo, ecc.), il cereale meno tossico è il mais (seguito lontanamente da miglio e riso);

-i semi oleosi sono noci, mandorle, nocciole, ecc. ( il loro rivestimento esterno al guscio è “frutta secca”, ma, nutrizionalmente, noi mangiamo solo il seme);

-i semi oleosi più tossici sono le arachidi (che, essendo anche legumi hanno tossicità ulteriore) e le mandorle, specialmente per le sostanze tossiche secondarie presenti; i semi oleosi meno tossici sono gli anacardi e le nocciole, specialmente per la relativamente minore quantità proteica, anche se, come per tutti i semi oleosi, è sempre in eccesso estremamente tossico;

-la estrema tossicità dei semi oleosi è data anche (come dice il nome stesso) dalla estrema quantità di grassi, che, ad esempio, nella noce sono addirittura il 60%; [come si nota dalla suddetta scala di tossicità “alimentare”, i semi oleosi sono meno tossici dei cereali cotti, ma questo solo se consumati in minima quantità];

-i semi germinati (da non confondere con i germogli), che sono spiegati meglio nell’articolo relativo al vegan-crudismo (anche la loro preparazione), sono, ad esempio, avena, farro, grano, ecc. che (lasciandoli in umido) hanno solo germinato, cioè tirato fuori solo anche meno di un millimetro di radichetta e fusticino, però, proprio per questo, già morbidi al punto di poterli mangiare crudi, quindi con tutti gli infiniti vantaggi biochimici e fisiologici del crudo (anche se, ovviamente, persiste l’abbondanza di sostanze tossiche secondarie, tipica dei semi);

– i funghi, per moltissimi motivi, sono le peggiori verdure; hanno molte caratteristiche biologiche tipiche addirittura degli organismi animali (fisiologicamente specialmente l’eterotrofia, e anatomicamente diverse strutture anche cellulari); queste caratteristiche animali sono piuttosto accentuate, tanto che alcuni li hanno persino classificati in un regno a parte, cosa che, peraltro, non è scientificamente esatta in quanto le loro caratteristiche vegetali sono comunque sempre in estrema prevalenza (sono dei vegetali particolari, ma sono sempre dei vegetali, dei tipi particolari di piante; tra l’altro hanno un apparato radicale, da cui appunto si nutrono, un fusto, detto gambo, ed una sviluppo aereo superiore, detto cappello; da quest’ultimo producono l’analogo dei semi, che sono le spore). Tuttavia le predette caratteristiche animali dei funghi, fanno sì che la loro tossicità per la specie umana aumenti di molto rispetto proprio a tutte le altre verdure.

I funghi hanno anche uno dei tipi peggiori in assoluto di nutrizione animale: in genere sono saprofiti, cioè si nutrono di cadaveri già in putrefazione e fermentazione, e nella migliore delle ipotesi sono parassiti, conferendo tutto ciò al loro organismo una fisiologia particolare, che aumenta ancora di molto la tossicità, specialmente per la nostra specie. Altra caratteristica negativa è l’ elevata percentuale proteica (unità strutturale che, anche in piccolo eccesso, ha la massima capacità organica distruttiva), la più elevata persino tra tutte le verdure. Addirittura, anche i funghi considerati meno tossici, quelli in commercio, hanno, proprio nella loro fisiologia naturale di base, ancora moltissime sostanze altamente tossiche per la specie umana, ed ogni giorno se ne scoprono delle altre. Una precisazione terminologica (sui funghi): il fungo che si usa normalmente è composto da una parte radicale (analoga delle radici, da cui appunto si nutre, detto anche corpo ipogeo, cioè sotterraneo), e da una parte aerea (gambo e cappello, analoghi rispettivamente del fusto e della chioma aerea, detti anche corpo sporifero, in quanto il cappello produce le spore, che escono da appositi fori posti sulla parte bassa del cappello stesso).

Ora, per quanto riguarda il corpo sporifero (sporifero significa, appunto, “portatore di spore”, da “fero”= portare), non bisogna farsi confondere da un gergo botanico antico e del tutto inesatto, che lo chiamava con la dizione non solo fuorviante, ma addirittura del tutto opposta, “corpo fruttifero” [infatti il termine “fruttifero” significa “portatore di frutta” (e si riferisce solo esclusivamente alle piante più evolute, le spermatofite, come ad esempio gli alberi fruttiferi tipo il melo, il pesco, ecc.), ma che, ovviamente, nel caso dei funghi, non solo non ha assolutamente nulla a che fare con la frutta, ma persino, ha a che fare con il suo esatto opposto, cioè proprio con le suddette spore; inoltre, la frutta, la cui definizione botanica esatta è “ingrossamento dell’ovario (di un fiore)”, compare su questo pianeta solo molte addirittura centinaia di milioni di anni dopo, con le piante, al contrario, più fisiologicamente evolute in assoluto, dette spermatofite, che sono proprio le uniche piante al mondo che producono fiori, e, quindi, i frutti; il frutto, poi, è ciò circonda un seme, e, nel caso dei funghi, il seme non esiste; il lontano analogo del seme, nel caso dei funghi, è la spora, la quale, non essendo circondata da assolutamente niente, non esiste addirittura nemmeno il lontano analogo del “frutto”].

-i germogli (pur essendo meno tossici dei semi, anche germinati) sono tra le peggiori verdure, specialmente per il relativo eccesso proteico e di sostanze tossiche secondarie (sono molto simili ai semi, in quanto appena derivati proprio da loro), ma le altre verdure hanno una tossicità solo di poco inferiore;

-le radici sono, ad esempio, la carota, il ravanello, ecc.;

-i fusti sono, ad esempio, il finocchio, il sedano, il cuore di palma, ecc.;

-le foglie, ovviamente, sono, ad esempio, la lattuga, il cavolo, ecc.

-i fiori sono, ad esempio, i cavolfiori, i broccoli, ecc.

-all’interno delle singole categorie di frutta, gli esempi principali (sempre in ordine di tossicità decrescente, dal più tossico al meno tossico) sono:

– per la frutta acida: limone, arancia, ananas, kiwi, pompelmo, mandarancio, mandarino, ecc.;

[la frutta acida è sempre posta all’ultimo posto, come categoria di frutta “commestibile” più tossica in assoluto per la specie umana, proprio per la sua estrema dannosità sulla nostra salute, per moltissimi fattori (è anche estremamente acidificante); non è necessario eliminarla del tutto (almeno fino al primo livello di fruttarismo sostenibile), ma è assolutamente indispensabile assumerne il minimo possibile, mai più di una volta a settimana, e mai a stomaco vuoto; mai la mattina];

– per la frutta essiccata dolce: carruba, datteri essiccati, fichi essiccati, uva essiccata, prugne essiccate, albicocche essiccate, mele essiccate, ecc.;

[la frutta essiccata dolce, pur essendo (di poco) meno tossica della frutta acida, è, tra l’altro, decisamente acidificante; di conseguenza, occorre sempre farne un uso molto limitato (come si vedrà, dal fruttarismo sostenibile 2, andrà eliminata totalmente). Si può rendere leggermente meno acidificante, reidratandola (mettendola dentro un barattolo e coprendola d’acqua, o, meglio, di centrifugato di mela, per qualche ora, fino a che non si rigonfia il più possibile assorbendo il liquido esterno), ma, anche in questo modo, va consumata il minimo possibile, mai più di due volte a settimana, e con le stesse altre accortezze della frutta acida];

– per la frutta essiccata ortaggio: melanzane essiccate, peperoni essiccati, zucche essiccate, zucchine essiccate, cetrioli essiccati, pomodori essiccati, ecc.;

[la frutta essiccata ortaggio è compresa nel fruttarismo sostenibile (come eccezione, meglio nei fine-settimana) in quanto è leggermente alcalinizzante; essa, oltre ad essere gustosa già consumata da sola (specialmente a papille gustative disintossicate), viene usata ottimamente per numerosissime ricette fruttariane, anche con procedure di essiccazione completamente diverse];

– per la frutta ortaggio:

melanzane, peperoni, zucche, zucchine, cetrioli, pomodori, ecc.;

[la frutta ortaggio non si deve assolutamente confondere con le “verdure”: infatti “ortaggio” vuol dire solo “coltivato nell’orto”, ma sono piante da orto anche molte piante erbacee che producono frutti, come proprio quelle suddette; la definizione scientifica di frutto è “ingrossamento dell’ovario (di un fiore)” (cioè, praticamente, il frutto è “tutto ciò che contiene un seme”): quindi, il pomodoro è un frutto, il cetriolo è un frutto, la zucchina è un frutto, la zucca è un frutto, il peperone è esattamente un frutto, la melanzana è esattamente un frutto,ecc.;

la definizione di frutto è addirittura del tutto diversa dalla definizione di “verdura” che è “pianta (o parte di essa, cioè foglia, fusto, radice, ecc.)”, specialmente perché, mentre il frutto è fatto dalla pianta solo ed esclusivamente per essere mangiato, la “verdura”, invece, è (proprio scientificamente) un cadavere di pianta, cioè una vera e propria bistecca di pianta (tessuti vegetali), (infatti, se anche prendiamo una parte di essa, ad esempio la radice o il fusto o l’apparato polmonare |le foglie|, muore assolutamente tutta la pianta, e, anche nel caso dei tessuti di una foglia singola, sempre scientificamente è il cadavere di una foglia];

– per la frutta grassa (a rigore è grasso-proteica): olive, avocado, ecc.;

– per la frutta dolce: fragole, more, lamponi, datteri (freschi), papaja, mango, banana, anguria, melone, ciliegie, fichi, uva, prugna ,albicocca, pera, kaki, pesca, ecc.; [anche i datteri freschi, specialmente nel fruttarismo, vanno presi solo come eccezione (massimo due volte a settimana) in quanto, tra l’altro, sono concentrati in zuccheri quasi come la frutta essiccata, e, quindi, con la quasi totalità di tutte le sue conseguenze negative];

– infine, la mela è, ovviamente, messa in una categoria a parte proprio perchè è l’unico alimento adatto alla specie umana; le mele più adatte alla nostra specie, come vedremo meglio più avanti, sono proprio le mele rosse (il colore rosso indica, oltre la presenza delle preziosissime antocianine, che sono dei potentissimi antiossidanti, tutta una biochimica e fisiologia generale molto diverse) anche per il tipo delle migliaia di sostanze chimiche naturali presenti, assolutamente perfette per la nostra totale fisiologia, sia livello qualitativo, che strutturale, quantitativo, proporzionale, disposizionale, ecc.

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