FASE ALIMENTARE VEGAN MDA-3

Questo articolo è dedicato esclusivamente a chi non è né onnariano, né vegetariano, né fruttariano al 100%: è rivolto solo ed esclusivamente alle persone che si nutrono con cibo vegan. Si tratterà della migliore transizione alimentare da attuare dal veganismo sconsiderato al veganismo con criterio: passaggio da qualunque dieta precedentemente condotta alla dieta migliore per i vegani, sulla quale bisogna assestarsi per un periodo di minimo un mese, e poi ognuno con i propri tempi e propri ritmi, sempre cercando di farlo comunque il prima possibile, può con la fondamentale gradualità che verrà fra poco descritta nel dettaglio, passare alla fase fruttariana sostenibile, che verrà trattata in un altro articolo.

Per una maggiore comprensione dell’impostazione MDA, è bene dare una lettura all’articolo sul ciclo circadiano della specie umana e a quello sul perfezionamento alimentare personale.

Ovviamente, la dieta vegana rimane pur sempre tossica, quindi assestarsi sull’impostazione MDA-3, o MDA-4, sebbene sia di gran lunga più salutare di qualsiasi altra dieta precedentemente condotta (vegan, vegetariana e onnariana), col tempo porta ugualmente e inevitabilmente a problemi derivati dall’intossicazione cumulativa da “cibo” aspecifico (nonostante si faccia sport e si conduca uno stile di vita attivo e socialmente eccezionale).

Come gradualità temporale, l’ideale per una salute perfetta e una disintossicazione altrettanto efficace sarebbe effettuare ognuna delle fasi alimentari nell’arco di un mese (con gradualità interna al mese stesso), senza anticipare, né prolungare mai di troppo nessuna delle fasi che vanno dall’onnarismo al fruttarismo sostenibile escluso (quest’ultimo, infatti, può al limite essere condotto senza particolari problemi per tutta la vita, anche se sconsigliato, dato che l’alimento specie-specifico dell’uomo è la mela, specialmente se ci si assesta in fase F2, o ancora meglio F3, ma solo se attuato con criterio. Tutte le altre tipologie di “alimentazione”, dall’onnarismo al vegan-crudismo, determinano uno stato di tossicosi sempre maggiore [la loro relativa impostazione MDA è solo quella a tossicità minore] e sono quindi fasi non sostenibili in quanto patologiche in più o meno tempo. Si ricorda o s’informa del fatto che sul nostro pianeta esistono oltre 240.000 tipi di frutta, di cui però oltre il 99% è velenoso o altamente tossico per la specie umana, ma adatto ad altre specie animali coevolutesi nello stesso ecosistema degli stessi, quindi l’unico fruttarismo sostenibile è quello che sceglie i frutti meno tossici per la nostra specie, e li bilancia nel modo corretto).

La malattia comincia già nel momento stesso in cui si mette in bocca il primo “cibo” non adatto alla specie umana, e l’unico motivo per cui non se ne sentono ancora i sintomi forti è che questi sorgono solo quando il numero di cellule intossicate maggiormente supera una certa soglia, diversa per ogni organo ed individuo. Ma quando se ne sentono i primi sintomi chiari significa che le cellule intossicate maggiormente sono ormai miliardi di miliardi, e disintossicarle aspecificamente tutte, anche con i metodi più evoluti descritti in questo sito, è un processo molto lungo e molto fastidioso.

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Non c’è altra soluzione, quindi, che prevenire, e lasciare che ogni fase (dalla fase onnariana, di qualsiasi tipo, alla fase vegan-crudista di qualsiasi tipo, anche a impostazione MDA, nonostante sia la meno tossica) non diventi assolutamente mai una impostazione a termine più lungo di un mese, fino a sei mesi massimo, ma rimanga appunto solo una delle fasi (transitorie) del tutto provvisorie di perfezionamento alimentare verso il melarismo (o al limite, verso il fruttarismo sostenibile).

É fondamentale sapere che: quando si passa da una fase alimentare a quella successiva (o, nel tempo, anche all’interno della stessa fase), per non avere vuoti abitudinari, che poi possono far tornare indietro quando meno te lo aspetti, non bisogna mai togliere un “cibo”, ma semmai sostituirlo con un suo analogo meno tossico (vedi il precedente nella scala di tossicità dei cibi), in quanto ciò non solo non crea vuoti psico-abitudinari, ma ci aiuta anche a gradualizzare di più il perfezionamento alimentare, ricordandoci sempre che la gradualità è la base della salute e della semplificazione per la riuscita, anche psicologica, pure delle fasi successive. La sostituzione scalare va attuata in ognuno dei tre pasti della giornata, colazione pranzo, cena. (sempre meglio perfezionare prima la colazione, nel mentre un po’ il pranzo; poi il pranzo con più gradualità, nel mentre di poco la cena; poi infine la cena, che richiede un tempo maggiore e in cui si potrà comunque sempre inserire tossine aspecifiche più forti, a seconda delle relative fasi alimentari).

Colazione.

Ad esempio, se si è abituati a fare colazione con il caffè conviene non eliminarlo ma sostituirlo, con la seguente (esemplificativa) sostituzione scalare (ma che,ovviamente, si può anche modificare in base alle proprie preferenze sostitutive personali; questo vale pure per tutti i successivi esempi):

la prima settimana col caffellatte (latte di soia),

la seconda settimana col latte di riso al cacao,

la terza settimana col te,

la quarta settimana col succo di frutta dolce (non di frutta acida),

la quinta settimana col centrifugato di mela,

la sesta settimana con una mela rossa (o due; la mela, va sempre mangiata a morsi, con la buccia; vanno trovate quelle buone al gusto, indice anche di buona coltivazione). Se, allo stesso tempo, a colazione si è abituati a consumare, ad esempio, un cornetto (normalmente contiene uova e latte animale), non conviene eliminarlo ma, come sempre, attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con dei biscotti (senza uova e latte animale),

la seconda settimana con una fetta di pane e marmellata,

la terza settimana con due banane,

la quarta settimana ricollegarsi al suddetto succo di frutta,

continuando la quinta,

e la sesta settimana come predetto.

E così, col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, la colazione è perfezionata per l’impostazione “MDA”. Un pasto su tre è perfezionato. La colazione è sempre il pasto più urgente da perfezionare intanto, per tutti i motivi esposti nell’articolo sui cicli circadiani, è infatti quello che più in assoluto incide sulla nostra salute.

Chi, in fase pre-fruttariana, è abituato a non fare per niente colazione (né con liquidi né con solidi), deve provvisoriamente farla da subito con una mela rossa (in quanto il suo stato di intossicazione aspecifica non gli consente ancora di eliminare la colazione completamente, anche per i motivi che vedremo più avanti; una volta giunto in fase fruttariana, può gradualmente posticipare la colazione con la mela rossa sempre più verso mezzogiorno, ma sempre consumandola appena se ne sente il bisogno).

Pranzo.

Ad esempio, se si è abituati a pranzare con un panino, come sempre, conviene non eliminarlo ma attuare la sostituzione scalare:

la prima settimana con un piatto di pasta integrale (come tutti gli altri “cibi”, almeno biodinamici, o perlomeno biologici), (condita col sugo, o con le zucchine, o con le melanzane, o altro frutto ortaggio), sempre preceduto da una insalata fruttariana (un piatto di pomodori, cetrioli, olive denocciolate nere e verdi, mela, arancia, uvetta),

la seconda settimana da un piatto di riso integrale (condita come la predetta pasta), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la terza settimana da un piatto di patate e zucchine (cotte a vapore), preceduto sempre dalla predetta insalata fruttariana,

la quarta settimana da un piattone di insalata fruttariana e due banane,

la quinta settimana da un piattone di macedonia di frutta dolce e due banane,

la sesta settimana da tre tipi di frutta dolce (consumata a morsi), a sazietà.

E così, sempre col metodo della sostituzione scalare, in sole sei settimane, anche il pranzo è perfezionato per l’impostazione “MDA”. Due pasti su tre sono perfezionati.

Ovviamente la colazione va perfezionata contemporaneamente al perfezionamento del pranzo. In questo modo si è innescata gradualmente la parte primaria (“MD”) della potentissima impostazione fasica “MDA”.

Cena.

Questo suddetto innesco, ovviamente, va portato avanti proprio mentre procediamo al perfezionamento della cena (che è l’ultimo pasto, ed il più lungo, da perfezionare, iniziando però, quindi, sempre il perfezionamento dei tre pasti in contemporanea), che dovrà seguire la gradualità (sempre mai per eliminazione dei “cibi”, ma solo per loro sostituzione scalare con analoghi meno tossici) della successione delle varie predette fasi di perfezionamento alimentare, da quella vegetariana a quella fruttariana, al melarismo.

Altri esempi di sostituzione di un “cibo”, con un suo analogo (analogo vuol dire che ha un sapore o psico-efficacia simile, sempre più buono al gusto) meno tossico, sono (si ricorda che, almeno inizialmente, per questioni di gradualità psicologica, per alcuni prodotti vegan o fruttariani è opportuno usare gli stessi nomi degli analoghi animali, anche perché le rilevazioni statistiche dimostrano una maggiore velocità e semplicità di sostituzione scalare):

la carne, sostituita con la carne vegan (a base di proteine vegetali, tipo seitan, mopur, ecc.: con esse si ottengono bistecche, arrosti, fettine, cotolette, trance, hamburger, wurstel, salsicce, affettati analoghi anche ad insaccati, ecc.), poi con la carne fruttariana (vedere ricettario fruttariano del progetto 3m, scaricabile da questo blog gratuitamente), tutti prodotti molto più buoni al gusto della carne animale;

il pesce, sostituito col pesce vegan (a base di proteine vegetali; esiste anche in commercio), poi con il pesce fruttariano (vedere ricettario fruttariano nel libro “progetto 3m”), anch’essi molto più gustosi del pesce animale;

le uova, sostituite con le uova vegan (ad esempio al tegamino, esistono numerose ricette su internet), oppure con la frittata di farina di ceci (meglio se mischiata alle zucchine), poi con la frittata fruttariana (vedere ricettario fruttariano), tutte sempre decisamente migliori al gusto;

la maionese, sostituita con la maionese vegan (ne esistono di tantissimi tipi, molto più buone al gusto di quella con le uova animali, basta trovare quella più adatta al proprio gusto), poi con la maionese fruttariana (vedere ricettario fruttariano), sempre molto più gustosa delle altre;

i formaggi, sostituiti con i formaggi vegan (di tutti i tipi, ma attenzione al tofu, che, per la maggior parte delle persone, ha un sapore non buono, tranne quelli lavorati con l’aggiunta di altri ingredienti vegetali; ad esempio, con un determinato tipo di tofu affumicato hanno prodotto la scamorza vegetale), che finalmente nel centro e nord Europa (specialmente Svizzera e Scozia) hanno cominciato a produrre con una combinazione di ingredienti (dalle patate, al riso, alle noci, ecc.) che lo rendono addirittura molto più buono al gusto di quello animale (hanno prodotto anche la mozzarella vegetale), poi sostituiti col formaggio fruttariano (vedere ricettario fruttariano), ancora più gustoso di tutti gli altri;

il latte animale, sostituito prima col latte di soia, poi col latte di riso (li fanno anche ottimi al cioccolato, ma provare varie marche perché c’è spesso molta differenza di sapore tra una e l’altra), poi col succo di frutta, poi col centrifugato di mele;

il miele, sostituito prima col malto (ad esempio di grano, di riso, di orzo, ecc., ognuno sostituisce un tipo diverso di miele, ma con un sapore più buono), poi sostituito con la marmellata (le vendono anche di 100% frutta, senza zuccheri aggiunti, o altri additivi; evitare quelle di frutta acida, al limite come eccezione); se il miele era usato come dolcificante, si può sostituire col succo concentrato di mela;

i legumi, sostituiti prima con lo stesso seitan, poi con i cereali medesimi [ad esempio, pizza (la meno peggiore per la salute è con pomodoro, zucchine, peperoni, melanzane), pasta (meglio se condita con qualche predetto condimento della pizza), riso (stessi condimenti)], poi con le patate (oppure batate) (come predetto, il modo meno peggiore per la salute è con le zucchine), poi con la zucca ;

i cereali, sostituiti gradualmente con le patate (sempre con le zucchine), o patate americane (batata), (anche con zucchine, peperoni o melanzane), poi con gli spaghetti fruttariani, lasagne fruttariane, riso fruttariano, pizza fruttariana, pane frutta-riano, ecc. (vedere ricettario fruttariano); queste ricette fruttariane sono molto più gustose di quelle fatte con i cereali;

i semi oleosi (come noci , nocciole, ecc.), sostituiti con i cereali germinati (ad esempio farro germinato, avena germinata, grano germinato, ecc., la cui preparazione e condimenti sono descritti nel paragrafo relativo alla fase vegan-crudista), poi con le olive e con l’avocado; soprattutto queste sostituzioni fruttariane sono molto più gustose, oltre che estremamente più salutari, come vedremo meglio anche più avanti;

le verdure, sostituite con la frutta ortaggio (pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, melanzane, zucca, ecc.), che, oltre ad essere estremamente più salutare, è anche molto più buona e saporita;

Queste sostituzioni (scalari) si possono effettuare nell’arco di tutto il predetto perfezionamento “alimentare”, costituito dalle varie fasi “MDA” (sia tra una fase e l’altra che internamente ad esse).

L’ideale è effettuare le 3 sostituzioni scalari (della colazione, del pranzo e della cena) in maniera contemporanea e parallela (solo se questo risulta troppo difficile, allora basta procedere con le 3 sostituzioni scalari nell’ordine della loro urgenza: cioè, prima perfezionare la colazione, poi perfezionare il pranzo, e, per ultimo, perfezionare la cena; mai modificare questo ordine di priorità).

FASE VEGAN (MDA-3):

evoluzione

Quando una persona è in fase vegan (provvisoria verso melarismo o al limite fruttarismo, oppure di più lungo periodo anche se fortemente sconsigliata) è indispensabile che si assesti sulla seguente dieta quotidiana di base (MDA-3), costituita da tre pasti senza aggiunte:

-Colazione (M):

Da una a tre mele rosse, ognuna di circa due etti.

La mela rossa come colazione, e soprattutto come prima cosa a stomaco vuoto della giornata, è essenziale che sia tutti i giorni, e come abitudine definitiva; come predetto, la mattina l’organismo è in fase catabolica e non bisognerebbe mangiare, ma siccome anche in fase vegan si proviene ancora dalla cena del giorno prima piena di tossine aspecifiche forti, occorre ristabilire un minimo di equilibrio biochimico specie-specifico consumando almeno una mela rossa nella mattinata, il prima possibile in questo caso dato che non si è ancora fruttariani al 100%.

-Pranzo (D):

Tre tipi di frutta dolce (a sazietà) meglio a morsi. I motivi per cui occorre unire i cibi aspecifici nello stesso pasto saranno visti in altri articoli di questo sito, anticipiamo che la frutta dolce è ovviamente adatta ad altre specie e quando il cibo è aspecifico va sempre bilanciato con altro cibo aspecifico, per limitarne la tossicità o quanto meno tamponarla; evitare la frutta acida perché altamente tossica per la nostra specie; è molto importante non modificare mai (una volta assestatisi) questo tipo di pranzo.

-Cena (A= alcalinizzante, terzo e ultimo pasto):

antipasto:

Iniziare sempre (è importante farlo sempre) con un’insalata mista di verdure crude, oppure un’insalata mista di frutti ortaggio, crudi, l’ideale è scondita; se condita usare solo olio extravergine d’oliva; evitare o limitare al minimo il sale, l’aceto, il limone, e analoghi, in quanto oltre che tossici sono anche estremamente acidificanti. Mangiarne a sazietà (che non significa “a volontà”).

Pasto:

Un piatto di patate (oppure batate, si può alternare una sera le une una sera le altre), circa 6 etti, consumate sempre (è importante) insieme ad abbondanti zucchine, circa 4 etti. Le patate (o batate) sono l’unico amido abbastanza alcalinizzante e vanno consumate con la buccia (occorre solo togliere le puntine di germoglio, anche se minuscole, con un taglio che toglie circa un centimetro di patata intorno dentro di loro, in quanto sono le uniche parti con solanina), e poi vanno cotte a vapore; aggiungere olio extravergine di oliva solo a crudo. Anche le zucchine vanno consumate con la buccia e cotte a vapore insieme alle patate o batate: esse non solo sono frutta alcalinizzante, ma anche una cucurbitacea che integra migliorativamente di moltissimo l’azione della solanacea patata; volendo, ma poco frequentemente (per non rovinare le fasi successive di transizione), anche un’aggiunta di peperoni o melanzane.

Eccezioni:

Al posto del suddetto piatto, magari a rotazione, ma a seconda delle preferenze personali e delle voglie, solo come eccezione (massimo tre giorni alla settimana), si può mangiare una sempre diversa delle seguenti (sono in ordine di tossicità):

-una teglia al forno di zucchine, peperoni e patate

-un piatto di riso integrale

-un piatto di altro cereale integrale (l’ideale è aglutenico)

-un piatto di pasta integrale aglutenica

gli ultimi 3 conditi a piacere (tranne che con legumi)

-un’aggiunta di verdure cotte

-una porzione di pizza

-una porzione di semi oleosi

-una porzione di legumi

tutti questi eventualmente con un po’ di pane (meglio se integrale) o un dolce vegan.

Chiusura della cena:

almeno mezza mela (meglio se rossa) e non più di una.

Indispensabilità assoluta per la fase vegan dell’impostazione vegan “MDA”

Per la fase vegan, è assolutamente indispensabile assestarsi su questa impostazione “MDA”, per motivi molto importanti e che non vanno sottovalutati mai, tra i quali:

1. La fase vegan usa ancora il cosiddetto “cibo” cotto che è puro veleno per il nostro organismo.

2. Perché la fase vegana usa ancora cibi con tassi proteici addirittura massacranti, come i legumi (ad esempio, la soia ha il doppio di proteine della carne all’incirca, e gli altri legumi sono sempre più proteici ancora persino della media della carne stessa) e semi oleosi (anche loro mediamente più proteici rispetto alla media delle cosiddette “carni”). Specialmente per questo elevatissimo tasso proteico, ma anche per tutte le sostanze secondarie killer (i metaboliti secondari che la pianta mette all’interno per difendere i propri figli, altamente tossici), uniti pure alla grande e tossica presenza di amido, i legumi sono quasi peggio della carne stessa. Invece, i semi oleosi, sono solo di pochissimo meno tossici, per gli stessi motivi dei legumi, con la sola differenza di avere al posto dell’amido un’enorme presenza di grassi. Anche i cereali (specialmente quelli da forno) sono solo di poco meno tossici. Tutti i semi hanno un’alta tossicità dovuta specialmente ai metaboliti secondari, sostanze progettate dalla natura per uccidere, avvelenare i predatori: contengono anti-enzimi, anti-nutrizionali di vario tipo e veri e propri veleni cancerogeni (che si accumulano nelle cellule del nostro corpo).

3. Specialmente per i due punti suddetti, la fase vegana può portare ancora a numerosissime e svariate, gravi patologie, oltre che ad alti processi di invecchiamento.

La vitamina B12

4. La fase vegana innesca ancora un grande fabbisogno vitaminico indotto (che è determinato dallo stesso meccanismo molecolare di base del fabbisogno proteico indotto), provocato specialmente da legumi e semi oleosi (ma anche dai cereali, specialmente quelli da forno), specialmente nei confronti della vitamina B12. Il veganismo, ma solo se non si attua l’impostazione quotidiana “MDA”, porta necessariamente alla carenza vitaminica, e specialmente di vitamina B12; il motivo è molto semplice: la B12 ha la funzione principale di regolare tutto il metabolismo proteico (dalla digestione, all’assorbimento, all’assimilazione, alla sintesi proteica) e interviene specialmente nei processi di sintesi proteica sia come coenzima, diretto o indiretto, della DNA polimerasi a livello di ricomposizione molecolare dello stesso DNA in fase di duplicazione dei codici per la produzione di tRNA e mRNA, e sia come coenzima, diretto o indiretto, per la procedura enzimatica della polimerizzazione della sequenza amminoacidica di tutte le proteine in fase di sintesi proteica citoplasmatica, anche ribosomica.

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È, infatti, per questo motivo che la sua carenza determina pure forme di anemia megaloblastica, o di problemi a livello neuronale del sistema nervoso centrale specialmente (cervello e midollo), proprio perché la fisiologia eritrocitica in acidosi richiede altissimi livelli di sintesi proteica, in quanto i globuli rossi, essendo cellule senza nucleo e quindi non potendo sostituire da soli le loro singole proteine danneggiate per acidosi, sono costretti ad essere sostituiti completamente ogni volta si presenta un piccolo danno proteico in una qualsiasi delle loro membrane. Mentre la fisiologia neuronale, specialmente se in acidosi, richiede anch’essa molto alti livelli di sintesi proteica, anche perché è molto attiva, in maniera continuativa, 24 ore al giorno, contrariamente a quella muscolare, scheletrica, ghiandolare, ecc. che di notte diventano quasi nulle.

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Quindi, il punto assolutamente essenziale e semplicissimo, da ricordare benissimo sempre (anche in qualsiasi altra “alimentazione” si conduca), è che: più metabolismo proteico è necessario e più vitamina B12 è necessaria. In altri termini, più assumiamo proteine (o più aumentiamo l’usura proteica, aumentandone il fabbisogno tramite l’acidificazione e l’ossidazione) e più aumentiamo il fabbisogno di vitamina B12. Di conseguenza, specialmente nel campo vegetale, che è meno ricco di vitamina B12, più assumiamo proteine (o più aumentiamo l’usura proteica) e più andiamo incontro a carenza di B12. Non dimentichiamolo mai.

Ora, sia il metabolismo proteico in generale, sia la sintesi proteica, innescati proprio dal consumo di legumi e semi oleosi e in modo un po’ inferiore dai cereali (principalmente da forno) e inoltre, anche se in maniera più indiretta, dalla frutta acida (arance, limoni, pompelmi, mandarini, mandaranci, ananas, kiwi), sono entrambi esageratamente elevati, sia per l’eccesso proteico e sia per l’altissima usura proteica provocata dall’acidosi (o ossidazione), soprattutto ematica, che essi determinano in tutto l’organismo. Questi “alimenti” fanno salire il fabbisogno di vitamina B12 addirittura oltre 120 volte il fabbisogno naturale (e ancora di più se consumati tutti nella stessa giornata in una dieta vegana non sostenibile, come avviene purtroppo spessissimo). Questo crea, col tempo (a seconda dei casi, anche molto breve) nei vegani e nei vegan-crudisti, che non riducono al minimo i predetti “cibi”, una carenza di B12.

Il problema è che, poi, i vegani (e vegan-crudisti) trovano la B12 solo su frutta e verdura crudi, biologici e non lavati; quindi, ecco perché solo ed esclusivamente con l’impostazione alimentare quotidiana suddetta (vegan “MDA”), un vegan non ha nessun problema di carenza di B12, e , allo stesso tempo, alza enormemente (rispetto agli altri vegetali) le quantità di vitamina B12 assunta nella giornata.

Il problema della vitamina B12 (che, quindi, può esistere solo per onnariani, vegetariani, vegani e vegan-crudisti), invece, non esiste assolutamente mai solo ed esclusivamente per melariani e fruttariani (per questi ultimi, con l’impostazione fruttariana sostenibile di cui si tratta in questo sito nel relativo articolo ma ovviamente, solo in assenza quasi totale di frutta acida, a cominciare dalle arance, delle quali si parlerà anche in un altro articolo) che hanno, del tutto al contrario, addirittura molta più B12 del necessario visti anche sia la presenza della vitamina b12 stessa sulla buccia dei frutti, e sia il contemporaneo rispettivamente nullo (per i melariani) e quasi nullo (per i fruttariani) fabbisogno indotto di vitamina b12 medesima, comunque sempre quasi nullo rispetto a tutti i modelli “alimentari” esistenti, dovuto al quasi nullo metabolismo proteico e alla quasi nulla sintesi proteica presente in melariani (e solo di poco più alta nei fruttariani), determinati rispettivamente dalla quasi nulla assunzione proteica (grazie ai fabbisogni praticamente azzerati) e dalla quasi nulla usura proteica, quest’ultima derivante, a sua volta, dalla completamente assente acidosi nel melarismo, e quasi completamente assente acidosi nel fruttarismo (condotto nella maniera sostenibile di cui si parla in questo sito).

I 6 errori gravissimi (classici) dei vegani: legumi, semi oleosi, cereali da forno, frutta acida, digiuno e carenza di mele rosse

Il primo errore è quindi, quello di consumare troppi legumi, i quali, invece, vanno gradualmente ridotti al minimo possibile (nel modo predetto) per evitare i gravi problemi di salute, sempre più accentuati che, col tempo, ne deriverebbero, per poi entrare (nei tempi predetti) nella fase vegan-crudista MDA-4, di cui si tratta nel relativo articolo.

Discorso analogo per i cereali, specialmente quelli da forno.

Gli altri quattro errori sono uguali a quelli dei vegan-crudisti, quindi vedere l’articolo relativo alla fase alimentare vegan-crudista MDA-4.

Del tutto fondamentale è aumentare la frutta, in particolare almeno con due mele rosse fisse tutti i giorni (a stomaco vuoto) e , nel campo del cibo cotto, preferire di gran lunga le patate (o batate) cotte a vapore. Il riso dev’essere integrale e (possibilmente ) a vapore, come hanno giustamente sempre fatto i cinesi.

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Il cibo cotto va sempre preceduto dal crudo, cioè frutti (anche frutti ortaggio) crudi, o verdure crude, nel modo predetto, per evitare almeno in parte i danni del cotto stesso, dato che il cibo crudo (specialmente la fibra della buccia dei frutti) crea una vera e propria barriera protettiva.

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