DAL FRUTTARISMO AL FRUTTARISMO CRUDISTA: USARE LA GRADUALITÀ, OGNUNO COI SUOI TEMPI

Per la comprensione del seguente articolo bisogna prima aver letto con attenzione quelli relativi alle fasi alimentari onnariana MDA-1, vegetariana MDA-2, vegan MDA-3, vegan-crudista MDA-4, l’articolo introduttivo all’alimentazione fruttariana e la fase alimentare F1.

L’obiettivo finale in fase fruttariana è ovviamente quello di arrivare a un fruttarismo 100% crudista, ma è anche vero che in una società come questa, in cui si deve gradualmente uscire da tutte le droghe, da quelle “alimentari” a quelle del puro “stress” lavorativo, conviene iniziare il fruttarismo lasciandosi la possibilità di usare alcuni tipi di frutta che sono (a papille gustative ancora non del tutto disintossicate) ottimi al gusto anche se scottati. Questi frutti sono quelli ortaggio: il pomodoro, la zucchina, peperoni, melanzane, zucca, fagiolina, okra ecc.

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Questo solo come eccezione, non più di due sere a settimana, ad esempio nel week-end con gli amici, mai di giorno, per non bloccare la fondamentale detox diurna. La lunghezza della notte riesce a smaltire molto di più eventuali poche tossine.

La parola “cotto” si riferisce a “cibi” sottoposti al calore potente dai 10 minuti, come la pasta e diverse verdure, ai 45 o 60 ed oltre minuti come il riso integrale o i legumi. Per i frutti suddetti, si intende “scottati” appena, anche 3 o 4 minuti: la frutta infatti, avendo una biologia già progettata dalla natura per il solo ed esclusivo utilizzo alimentare, ha di conseguenza una struttura molecolare già perfettamente “morbida” per la masticazione umana. Per cui, la sottoposizione al calore, che è nata proprio per ammorbidire il “cibo” diverso da frutta e quindi immasticabile per la nostra specie , quando riguarda la frutta si chiama “scottatura” e non “cottura” proprio perché sono sufficienti, anche nelle poche eccezioni in cui si usano i frutti scottati, addirittura dai pochi secondi a pochi minuti di calore. Ad esempio, per la frutta-ortaggio, i pomodori alla piastra abbisognano di solo pochi secondi; le melanzane 2 o 3 minuti… A vapore o al forno un po’ di più, perché il calore è molto minore.

Quindi, giunti al fruttarismo sostenibile 1, almeno nel primo periodo, da alcune settimane ad alcuni mesi (massimo 3 mesi), conviene usare, sempre come eccezione, anche frutta scottata, specialmente per evitare che, ancora non riabituati al cibo sempre crudo, si ricada nel cotto (quello vero e tossico): verdura cotta, patate cotte, riso cotto, pasta, legumi: che sarebbe la cosa peggiore in assoluto che possa accadere ad un fruttariano, dato che una volta che si ricade in una droga, specialmente se si tratta di droghe profonde come nel caso dei cibi amidacei cotti, diventa difficilissimo, ancor più di prima uscirne per motivi biochimici, e si subiscono più danni dato che si ha un organismo più disintossicato (è lo stesso discorso dell’eroina, cocaina o altre droghe).

Dal punto di vista salutistico occorre tenere sempre presente che è estremamente meglio un frutto appena scottato che la foglia di lattuga più cruda (o, ancora peggio, il seme più crudo), che invece contiene sempre non solo i metaboliti secondari killer (veleni potentissimi e di ogni genere immessi dalla pianta come auto-difesa dai predatori, completamente assenti nella frutta, nata appunto solo ed esclusivamente per nutrire essi e fare in modo che non toccassero minimamente nessun’ altra parte della pianta), ma anche tutta una serie di sostanze biochimicamente non adatte alla nostra specie fruttivora (non erbivora, non granivora) e quindi estremamente tossiche e smaltibili solo con estrema usura e danni del corpo. Un frutto, anche molto scottato (ovviamente mai minimamente bruciato), non arriverebbe mai ad avere la stessa tossicità in questione, dunque.

Siccome vige la regola (scientifica) di base che “ciò che hai ucciso ti uccide”, semplicemente perché la vita, anche a livello intrinseco, si deve difendere per forza: è il suo mestiere di “vita” (come risulta evidente da tutti gli studi biologici) quello di cercare persino a tutti i costi di mantenersi appunto in vita, è sempre infinitamente meglio “cadere” come eccezione in un frutto appena scottato, piuttosto che in un qualsiasi altro cadavere di foglia (o di altro). Il primo infatti ha comunque una struttura molecolare super-complessa, fatta di miliardi di molecole progettate esclusivamente per nutrire, e che quindi non si devono per niente difendere, che la scottatura modifica solo di poco; tutto ciò che invece non rientra nella categoria della frutta possiede invece miliardi di sostanze secondarie killer, sofisticatissime, sviluppate in milioni di anni dagli organismi con lo scopo di distruggere, uccidere (lavorando lentamente nel corpo del predatore) silenziosamente chiunque solo osasse predare.

Non considerare tutto ciò è uno degli errori più grandi che possa commettere un fruttariano: anche per questo motivo, la maggior parte dei fruttariani nel mondo non è riuscita a rimanerlo tutta la vita, ma solo per periodi più o meno lunghi, ricadendo in tutto ciò che non è realmente definibile come “cibo” (dato che non ha la funzione naturale di nutrire) ma che invece è scientificamente “cadavere” vegetale (dal fiore, alla foglia, al seme, al fusto, alla radice…)

Concedersi inizialmente, massimo i primi tre mesi, come eccezione, frutta scottata, tra l’altro infinitamente squisita rispetto a qualsiasi verdura o seme anche cotti, è quindi una delle poche cose che consente ad un fruttariano proprio di evitare per sempre di ricadere nel micidiale “cibo” aspecifico cadaverico.

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