FRUTTARISMO SOSTENIBILE 3 (F3)

Per la comprensione del seguente articolo bisogna prima aver letto con attenzione quelli relativi alle fasi alimentari onnariana MDA-1, vegetariana MDA-2, vegan MDA-3, vegan-crudista MDA-4, l’articolo introduttivo all’alimentazione fruttariana e la fase alimentare F1, la fase alimentare F2.

evoluzione

Dopo la fase alimentare F2 si può passare gradualmente al fruttarismo sostenibile 3, che, oltre ad essere il livello più avanzato di fruttarismo, costituisce anche la migliore fase di transizione al melarismo.

La sua struttura è definita “5-2”: 5 giorni (dal lunedì al venerdì) di melarismo 1 (di cui si parlerà nel relativo articolo), e 2 giorni (sabato e domenica) di fruttarismo 2.

Questa alternanza, nella presente fase, è fondamentale, oltre che per i motivi che stiamo per vedere, principalmente sia perché consente di cominciare a prendere confidenza con l’esperienza stupenda del melarismo, sia perché rende possibile, nel fine-settimana, consumando altra frutta, di constatare direttamente l’enorme superiorità della mela in termini di potenza salutistica e terapeutica rispetto a qualsiasi altro frutto che riassaggiamo.

FRUTTA ACIDA

Già dal fruttarismo sostenibile 2, la frutta acida (arance, agrumi restanti, kiwi e ananas) e la frutta essiccata dolce (fichi essiccati, datteri essiccati, uva essiccata eccetera), per la loro estrema tossicità impossibile da tamponare, devono essere state eliminate completamente.

Consiglio ai fruttariani

Siccome il nostro cervello, per chi ancora vive in questa società antiecologica, a volte può aver bisogno di “trasgressione”, per il fruttariano, se non vuole trovarsi comunque a sconfinare ogni tanto nelle verdure o addirittura nei semi, il modo più sicuro è raggiungere gradualmente il fruttarismo 3. Questo, essendo basato sul melarismo e abituando il fruttariano ad esso, trasforma in “trasgressione” qualsiasi altro frutto diverso da mela. Di conseguenza la fase F3 consente di riuscire tranquillamente a rimanere sempre almeno dentro il fruttarismo medesimo.

Si scoprirà poi, con massima sorpresa della persona stessa che lo attua, che solo ed esclusivamente col melarismo (dopo almeno le prime settimane, sentendosi le cellule molto più profondamente nutrite), è addirittura molto più facile non avere voglie “trasgressive”, rispetto addirittura ad assolutamente tutti gli altri modelli alimentari, dal fruttarismo, vegan-crudismo, veganismo, fino anche al vegetarianismo.

ACCORGIMENTI ULTERIORI

-Le mele devono essere sempre croccanti e succose, mai farinose, e biodinamiche o al limite biologiche.

-La frutta va mangiata sempre fresca, matura, con tutta la buccia ( quella dei frutti in cui è commestibile).

Non refrigerare i cibi. La frutta, e qualsiasi altro alimento, in frigo subiscono la cosiddetta “cottura inversa”, altrettanto tossica della medesima cottura. A maggior ragione, se si compra frutta probabilmente già conservata in celle frigorifere per la conservazione al fine commerciale, non rimetterla mai in frigo per una seconda volta. Bisogna sempre, ovviamente, cercare il male minore, a seconda delle possibilità di ognuno. La frutta fuori da frigo in genere si conserva bene da sola, anche per 15 giorni, le mele anche per più settimane. In estate, basta conservarla in un luogo lontano dalla luce e più fresco, in casa. L’ideale per rallentare la maturazione è non accumularla tutta insieme, ma distribuirla, e mai conservarla all’interno di sacchetti, ovviamente. (per i danni del cotto visitare l’articolo sul cibo cotto, in cui si accennano)

 

ATTENZIONE: per chiunque, da qualsiasi fase alimentare parta, è fondamentale misurare i livelli di vitamina B12 e di omocisteina nel sangue per verificare che siano nel range ottimale. Questo perché, se si parte con una riserva bassa di b12 (come spesso accade da veganismi non a impostazione sostenibile MDA, ma anche con fruttarismi non sostenibili che usano molta frutta acida) si faranno tutte le fasi in carenza, ovvero l’organismo riesce a mantenere la riserva di vitamina b12 che aveva dalla fase in cui si è partiti, senza diminuirla mai, perché gli basta quella poca introdotta tramite gli alimenti (se si segue l’impostazione MDA), ma se la riserva con cui si è partiti non bastasse è esattamente come decollare STORTI e continuare a volare STORTI, e l’organismo, anche se riesce comunque a mantenere un equilibrio, verrà danneggiato maggiormente o in misura minore a seconda del livello ematico di B12 e omocisteina del soggetto preso in questione, anche senza sintomi particolari (anche se i danni saranno certamente minori e quasi del tutto irrilevanti rispetto al danno che potrebbe subire un organismo onnariano, visto che l’assetto cardiocircolatorio è completamente diverso in un vegano mda o in un fruttariano). Misurando i valori di b12, omocisteina e acido folico (è fondamentale che tutti e tre questi parametri siano nella norma quando si inizia la transizione da qualsiasi fase si parta, anche dall’onnarismo, visto che anche un onnariano può, oggi sappiamo benissimo, essere carente di B12), se dovessero essere normali, allora si può proseguire nel percorso di disintossicazione; se dovessero essere sballati, allora bisogna o ripartire da una fase onnariana di due mesi circa, o integrare comunque la B12 finché essa non si sia ristabilita (insieme ai valori di omocisteina). Attenzione ancora al fatto di analizzare tutti e tre i valori predetti ovvero B12, B9, e omocisteina , perché non basta avere una b12 nel range per capire se l’organismo è in carenza o meno, il valore indicativo è infatti l’omocisteina (abbinato al valore della b12 e b9). Un fruttariano, partendo da riserve ottimali di b12, non andrà mai in carenza se segue l’impostazione sostenibile indicata nell’articolo relativo in questo sito, anzi manterrà egregiamente l’equilibrio b12-omocisteina (essenziale per la salute anche e specialmente del nostro sistema nervoso). Stessa cosa vale anche per i vegani, ma mentre un fruttariano non potrà mai e poi mai sviluppare una carenza, il vegano deve in questo caso stare più attento a seguire alla lettera le indicazioni alimentari esposte nell’articolo relativo, e muoversi sempre all’interno dei limiti ivi esposti, per evitare di eccedere in apporto proteico, che porterebbe nel tempo, inevitabilmente, alla carenza.

Ovviamente, per chi ha già intrapreso il percorso da tempi più lunghi, valgono le stesse indicazioni, con la fondamentale precisazione però che essendo il corpo ormai disintossicato, (specialmente da quando si è ormai attivato il metabolismo del fruttosio, e quindi in ambito fruttariano; ma anche nel caso di un veganismo, specie se MDA-4, protratto a lungo), non si deve assolutamente tornare indietro dalla fase raggiunta (perché sarebbe eccessivamente dannoso: i danni su un organismo disintossicato sono ovviamente maggiori rispetto a quelli che subisce un organismo assuefatto a una droga), ma bisognerà solo integrare la b12 tramite integratore, finché non si ristabilisca l’equilibrio, appunto.

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