GLI ERRORI CHE PORTANO A MAGREZZA ECCESSIVA NEL FRUTTARISMO. SE OCCORRE, COME AUMENTARE PESO E MASSA CORPOREA IN MODO SEMPLICE E VELOCE

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Nessuna specie animale che si nutre in modo adatto alla sua specie, o di moltissimo vicina ad essa, dimagrisce rispetto al proprio peso ideale e naturale, è debole, o espelle una quantità di urine eccessiva. Se ciò avviene per qualcuno è solo perché è stato commesso qualche errore.

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Di solito il dimagrimento eccessivo ha le stesse cause della debolezza e/o eccesso di urine.

L’errore tipico in assoluto, in questi casi, riguarda il parametro essenziale per rimettere peso o massa corporea, che non sono solo le calorie, ma principalmente il ph ematico.

Colui che è troppo magro rispetto al peso forma, qualsiasi modello alimentare stia conducendo, non sta affatto solo introducendo poche calorie (in quanto la percentuale perfetta di calorie per una salute ed una massa corporea ottimali deve essere bassissima, dato che i fabbisogni della specie umana sono minimi in stato di usura proteica minima e aumentano solo se si mangiano cibi fortemente aspecifici, cioè diversi da frutta o frutti tossici, che aumentano la predetta usura proteica, o se si mangia in modo squilibrato sia nelle quantità sia nelle associazioni sia nei tempi della giornata), ma ha soprattutto un organismo in acidosi.

Il mestiere principale dell’acido è esattamente quello di corrodere, ed esso lo fa proprio nella maniera più massacrante in assoluto, ovvero determinando un aumento di ioni H3O+ in soluzione sia ematica che citoplasmatica, i quali, strappando letteralmente elettroni anche a tutte le nostre delicatissime strutture macromolecolari che incontrano (a cominciare proprio dalle proteine), le distruggono o le alterano a tal punto che esse devono continuamente essere ricambiate data la generale usura elevatissima di tutti i nostri tessuti e quindi, in definitiva, anche della nostra massa corporea.

Quindi, quando si è sottopeso, non si deve assolutamente pensare che stiamo introducendo poche calorie (in quantità già perfetta nell’impostazione del fruttarismo sostenibile spiegata in questo sito, arrivandoci ovviamente con la gradualità anch’essa descritta nei relativi articoli), ma che si sta allo stesso tempo letteralmente scavando l’intero corpo, fino all’ultima molecola, con “cibi” acidificanti che invece di nutrire davvero l’organismo, lo bucano pezzo dopo pezzo come una goccia di acido posta su di un tavolo lo corrode lentamente fino addirittura a bucarlo, e ad alterarlo quindi quasi irrimediabilmente. Le molecole sfaldate per acidosi una per una, vengono disciolte nel sangue, ed i loro residui, in varie forme, filtrati dai reni ed espulsi dalle urine.

Dunque, il corpo in acidosi:

-Oltre a perdere pezzi ogni giorno, anche 24 ore su 24, diminuendo continuamente la massa corporea (portando le molecole sfaldate nel flusso ematico),

-e oltre a poter provare debolezza, specialmente per ipossigenazione cellulare acidotica,

-può entrare in iperuresi (eccesso di urine), sia per un’accelerazione metabolica acidotica, sia per la maggiore eliminazione di molecole sfaldate.

Per questi tre motivi, quando si perde peso sotto quello forma, i motivi non vanno ricercati solo nella quantità di ciò che entra nel nostro organismo, ma bisogna tenere anche alla stessa maniera conto della qualità e della quantità di ciò che esce.

Semplificando il concetto in modo un po’ puerile: se vogliamo mantenere pieno un sacco di sabbia, che senso ha cercare di aumentare al massimo solo l’introduzione di altra sabbia da sopra, se prima non chiudiamo l’enorme buco (cioè l’acidosi) sotto di esso, da cui sta continuamente uscendo proprio il grosso della sabbia? Addirittura, se non chiudiamo prima benissimo il buco sotto, e aumentiamo la quantità di sabbia immessa da sopra, aumenta non solo la pressione sulla sabbia sottostante e quindi la sua velocità di fuoriuscita, ma questo fatto farà aumentare di moltissimo anche l’attrito sui contorni di tutto il buco, facendolo orribilmente allargare in modo ulteriore.

Infatti, solo ed esclusivamente quando il buco sarà risanato, noteremo che basta davvero pochissima sabbia affinché il sacco rimanga sempre pieno o ritorni ad esserlo.

Per quanto riguarda i fruttariani, i grandi errori classici principali, in tutto il mondo, che portano ai predetti problemi sono principalmente tre:

1. Frutta acida (limone, tutti gli agrumi, ananas, kiwi) e digiuno: sia l’una che l’altro aumentano immediatamente in maniera enorme tutti i livelli di usura proteica e molecolare, i quali perdurano anche molto dopo la loro azione, in tutti i settori dell’organismo. Questo determina, col tempo, la predetta escavazione molecolare e quindi in generale di tutti i tessuti che porta di conseguenza al dimagrimento eccessivo sotto il peso forma.

Parallelamente tutto ciò può rispettivamente innescare ed aumentare patologicamente, oltre che la debolezza, anche la quantità di urine emesse, facendo perdere anche preziosissime unità strutturali endogene. Dunque nel fruttarismo frutta acida e diugiuno vanno eliminati completamente.

Inoltre bisogna aggiungere che l’altra frutta va consumata sempre matura, mai acerba, né ovviamente marcia, meglio biologica, buona al gusto, e di buona qualità, con tutta la buccia (commestibile). Specialmente le mele che non devono mai essere farinose, né acerbe.

2. Non effettuazione dell’impostazione fasica di colazione e pranzo a mele rosse: una volta tolti i predetti escavatori molecolari killer (frutta acida e digiuno), occorre comunque non usurare in nessun altro modo le nostre proteine e le nostre restanti unità strutturali: l’unica maniera è quella di lasciare costantemente invariato il pH del sangue proprio all’unico suo valore anti-usura, cioè al suo valore fisiologico di 7,41. L’unico frutto e cibo al mondo capace di mantenere costante quel valore di pH è solo ed esclusivamente la mela rossa (mela gialla e verde sono leggermente acidificanti). Per chi volesse essere sicurissimo di non innescare la minima acidificazione, usare solo la mela rossa Stark, la mela a fisiologia perfetta per la nostra specie (è ovvio che va trovata come minimo biologica, croccante, succosa e ottima al gusto; se non si dovesse trovare, usare la più simile alla Stark). La mela rossa è inoltre l’unico cibo esistente per la specie umana capace di lasciare completamente “aperte” le cellule, in caso di necessità, all’assorbimento ed assimilazione maggiori. Quindi, mangiando solo mele e facendole lavorare all’interno del nostro organismo a colazione e a pranzo (sempre nelle quantità specificate nell’articolo riguardante la fase F2), otteniamo contemporaneamente 3 risultati fondamentali per il nostro peso e massa corporea:

-rallentiamo fino alla normalità naturale il nostro metabolismo basale, bruciando moltissime calorie in meno per unità di tempo. L’organismo infatti non dovrà più bruciare un’enormità di calorie per attivare tutti i dispendiosissimi meccanismi e sistemi di riparazione molecolare (dovuti specialmente all’acidosi) e cellulare in tutti i singoli suoi settori e microsettori;

-quasi blocchiamo gradualmente ogni forma di usura proteica e molecolare generale dell’organismo, interrompendo di fatto ogni tipo di escavazione molecolare e cellulare;

inneschiamo gradualmente il metabolismo del fruttosio, con tutta la restante perfetta fisiologia della mela rossa Stark che, quindi, oltre a non usurare più le nostre cellule, del tutto al contrario inizia a nutrirle perfettamente, riaumentando gradualmente tutta la loro massa, cellula per cellula, tessuto per tessuto, determinando un aumento del peso (graduale) corporeo totale che può apparire persino miracoloso.

Come sempre infatti, specialmente nel campo della nutrizione, non conta la quantità (che anzi, deve essere la minima possibile, a parte il periodo in cui si deve aumentare il peso), ma ciò che conta veramente è la qualità del cibo mangiato.

L’errore classico è, invece, quello di fare proprio l’esatto opposto, cioè aumentare la quantità di cibo a colazione e a pranzo, quando il nostro organismo, tra l’altro, non è in fase trofica (specialmente di altra frutta diversa da mela, per esempio in fase F1 leggermente acidificante, o alcalinizzante che sia). Per questo motivo moltissimi fruttariani arrivano anche alla debolezza e all’eccesso di urine, proprio perché pensano che per rimettere peso, o comunque per mangiare solo frutta, debbano aumentare la quantità di frutta durante tutto il giorno (colazione e pranzo: niente di più sbagliato), la quale soprattutto a quelle ore non fa altro che scavare tutto l’organismo (anche se si mangia frutta alcalinizzante, in quanto in quelle ore le cellule sono in fase cata-anabolica, e non in fase di assorbimento come predetto).

Non solo, l’introduzione di cibo (diverso da mela rossa) durante la giornata (colazione e pranzo), essendo, come già visto nell’articolo relativo al ciclo circadiano, del tutto innaturale per la nostra evolutissima specie, porta l’organismo ad una situazione biochimica di difesa, in cui l’assimilazione cellulare è quasi bloccata: fenomeno che perdura, una volta innescato, anche a cena, non consentendo assimilazione sufficiente nemmeno in questo ultimo pasto della giornata.

Questo è un altro motivo per cui di giorno, specialmente se si deve aumentare il peso, dobbiamo introdurre solo mele rosse: proprio per mantenere al massimo livello il grado di assimilazione cellulare di tutto l’organismo a favore della cena, grazie alle sue sostanze specie-specifiche che aumentano l’efficienza generale del nostro intero corpo, andandosi ad incastrare perfettamente in tutti i microsettori e consentendo dunque di non andare mai in acidosi.

3. Consumo non sufficiente della terna grasso-proteica (va consumata solo a cena e comunque solo come terzo e ultimo pasto):

Per i fruttariani che devono aumentare la massa corporea, l’unica maniera efficace e sostenibile, da effettuare solo nella cena, è proprio l’aumento abbondante della terna-grasso proteica di cui si è parlato nell’articolo sul fruttarismo sostenibile 2 (F2) ovvero avocado, olive, olio d’oliva denocciolato, perché essa:

-non solo è molto alcalinizzante e controbilancia ottimamente anche la leggera acidosi provocata dall’antipasto con frutta dolce diversa da mela;

-non solo è, nel suo insieme, la frutta a più alta concentrazione di molecole strutturali proteiche e grasse;

-ma determina pure la tipologia di alcalinizzazione (compreso l’olio d’oliva denocciolato) più adatta all’incremento di assorbimento e assimilazione plastica delle proteine e dei grassi (quelli della frutta sono infatti i migliori e ideali per la formazione di massa corporea), che sono proprio i mattoni molecolari principali del nostro organismo.

Inoltre, ricordarsi sempre che l’unico modo per aumentare il peso e la massa è l’enorme sinergia tra alcalinizzazione e calorie (solo a cena) e gli unici frutti al mondo che uniscono in se stesse queste due caratteristiche sono solo 3: avocado, olive e olio denocciolato (che è una vera e propria spremuta di polpa di olive). Il loro incremento, per avere effetti sul peso, deve essere abbondante, in quanto sia avocado che olive sono anch’essi ricchi d’acqua (oltre il 76%) e l’olio d’oliva si può usare solo come condimento. Quindi, mantenendo le impostazioni generali della cena del fruttarismo 1 e 2, per l’aumento di massa corporea occorre in ogni cena attuare contemporaneamente, per evitare sbilanciamenti, le seguenti (regolarsi, entro il range, a seconda della propria statura):

1. Portare la quantità di avocado a due di essi, ma non più di due, di almeno 3 etti netti l’uno (esclusi seme e buccia). Non superare mai i 6 etti netti di avocado. Preferire la varietà Hass. Consumarli sempre maturi, mai acerbi.

2. Portare la quantità di olive (dissalate e denocciolate) a non meno di 3 etti netti e a non più di 4 etti. Meglio mangiarne di più varietà differenti il più possibile grosse, e preferibilmente più nere (quindi mature) che verdi.

3. Portare la quantità di olio d’oliva denocciolato a una quantità maggiore, che non superi mai però i 70 grammi (si ricorda che è un olio denocciolato, quindi molto leggero). Mai inferiore ai 50 grammi.

4. Sempre specialmente per l’aumento di massa corporea, a tutto ciò si può aggiungere l’utilizzo della crema di olive sott’olio di oliva denocciolato fatta in casa, che si può spalmare sulla frutta ortaggio consumata a morsi, o sotto forma di ricetta. Inoltre, una ricetta che consente il consumo gustoso di abbondante olio denocciolato è aggiungere quest’ultimo alla zucca (anche con buccia) grattugiata a julienne, che è capace di assorbirlo meglio, volendo mischiando anche olive nere. La zucca potenzia di molto l’effetto alcalinizzante e di assimilazione dell’insieme delle proteine e grassi mangiati.

5. Altro fattore fondamentale nel fruttarismo per mantenere il peso o aumentarlo: chiudere sempre la cena con 1-3 banane di almeno 120 grammi netti (esclusa la buccia) l’una. 1 banana da 120 g basta per mantenere il peso, ma per aumentare la massa bisogna consumarne da 2 a 3, sempre da 120 g. Banane e frutta grassa (consumate separatamente) hanno una composizione e un bilanciamento biochimico che si compensa vicendevolmente, determinando nel fruttarismo la massima capacità in assoluto di aumento del peso e allo stesso tempo di massima salute possibile.

6. Facoltativo ma efficace: per aumentare l’apporto di proteine, inoltre, si possono aumentare in particolare le zucchine (che sono tra l’altro anche molto alcalinizzanti). Per consumarne di più si possono fare semi-essiccate. 100 g di zucchine contengono una media proteica mondiale di 2,71 g, se si essiccano parzialmente, 100g hanno circa 6g di proteine. Le zucchine essiccate completamente, a parità di peso con quelle fresche, contengono addirittura 10 volte più proteine, quindi superiamo addirittura 20g di proteine ogni 100g assunti (questo solo a titolo informativo, ma basta già semi-essiccarle).

Con una cena del genere, se si considera anche il resto della frutta consumata a cena, si può benissimo superare anche di molto la quota proteica considerata fabbisogno minimo giornaliero per gli onnariani (che comunque hanno, rispetto ai vegani, fabbisogni indotti dei medesimi macronutrienti quasi raddoppiati, e rispetto ai fruttariani addirittura quadruplicati). Quindi, non riprendere gradualmente peso, se si seguono attentamente le istruzioni di questo articolo, diventa praticamente impossibile.

Infine, si dovrà cercare anche avere una vita attiva, allegra, psicologicamente il più serena possibile, rilassatevi! E si dovranno trasformare i nutrienti, con l’attività fisica giornaliera naturale (ne basta poca, di cui si parla nel relativo articolo) in massa muscolare (molto più pesante rispetto alla massa grassa).

Ricordare sempre che essere fruttariani (sostenibili) non toglie nulla, ma anzi dà infinitamente di più rispetto a chiunque altro.

PESO OTTIMALE DEL NOSTRO ORGANISMO IN FASE FRUTTARIANA

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Con un’alimentazione quasi ottimale come quella fruttariana sostenibile, il peso ottimale corporeo è deciso dall’organismo stesso. Comunque, per evitare eventuali esagerazioni sia in sovrappeso (cosa possibilissima anche col fruttarismo sostenibile), sia sottopeso, controllare ogni tanto (senza esserne ossessivamente condizionati a livello psicologico) che si rimanga sempre sul peso ritenuto ottimale dalla scienza dell’alimentazione attuale (calcolare l’indice di massa corporea e verificare che non scenda mai sotto il 18).

Se il peso non dovesse salire neanche di poco anche dopo due settimane, o al limite un mese di fruttarismo potenziato nel modo suddetto, allora fidarsi del proprio organismo e ritornare alle quantità normali descritte negli articoli sull’alimentazione fruttariana sostenibile. Ricordarsi comunque sempre di associare l’alimentazione a uno stile di vita il più possibile sano, attivo, e con lo sport giornaliero naturale.

L’ideale, in questi casi, sarebbe comprare magari una bilancia impedenziometrica per verificare che il rapporto massa magra-massa grassa, e anche tutti gli altri principali parametri indicatori di salute, siano nella norma. Se lo sono, e si è un po’ sotto per quanto concerne l’IMC, anche dopo aver provato a mettere massa, e soprattutto se il peso si mantiene stabile nei mesi e non scende, e ci si sente bene, bisogna stare tranquilli e rilassarsi, perché significa che è quello il nostro peso ideale.

D’altra parte, un organismo, su alimentazione fruttariana, avrà un fisico via via sempre più disintossicato, organi un po’ più piccoli perché meno stressati e meno gonfi, meno ritensione idrica, eccetera. Quindi risulterà per forza un po’ più leggero della media: questo non significa che si sta male, ma del tutto al contrario, che si sta meglio.

ACCORGIMENTI ULTERIORI

-È importante, per essere sicuri di non essere mai in acidosi, controllare il ph urinario di almeno la prima urina mattutina: che non deve mai essere inferiore a 7,41. Comprare il misuratore di pH (costa pochi spicci).

Aceto, vino, bevande alcoliche, gasate ecc… Sono veri e propri veleni da eliminare completamente, ma questo era già implicito.

-Non ingerire mai sostanze diverse da cibo ( se non in casi di estrema necessità) come farmaci o altro ad esempio il bicarbonato per alcalinizzare: le quali lo intossicherebbero e scaverebbero ulteriormente.

-Scegliere bene le olive stando attenti che non siano condite con aceto o altre sostanze, o addizionate con conservanti artificiali. Meglio prenderle da un contadino di fiducia, dato che quelle commerciali sono spesso strapiene delle predette sostanze (spesso non indicate, come la soda caustica).

-Ricordarsi di prendere, quando possibile, un po’ di sole, esponendo più parti del corpo possibile alla luce solare. Non deve mai essere troppa, essendo comunque la nostra una specie arborea e quindi abituata all’ombra. Bastano una ventina di minuti al giorno, in inverno farlo negli orari in cui il sole è più alto; d’estate stare attenti a non esagerare mai, ed evitare gli orari in cui il sole è più alto. Questo è fondamentale per la sintesi della vitamina D3 e quindi per la salute ossea e articolare, per averne sempre una buona riserva.

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