Orme

impronte

Ogni specie esistente non ha potere assoluto sulle dinamiche universali come le leggi della fisica, la vita, l’elettromagnetismo. Voglio dire che nessun essere vivente può presumere di poter determinare un cambiamento così radicale nell’universo, tale da essere persistente all’infinito. Ogni specie vivente ha un potere, chi più chi meno, al massimo sul destino della specie stessa, e delle altre vicine alla propria che formano un ecosistema-organismo all’interno del mondo, quindi ha un potere limitato, per quanto enorme esso possa essere, che se non in ordine con l’armonia cosmica, è inevitabilmente destinato a scomparire (assieme alla specie stessa) insieme a tutti i suoi nefasti effetti, che prima o poi la Natura (che non conosce il tempo) andrà a riequilibrare senza alcun problema. L’uomo, quindi, al massimo può avere potere di definire, condizionare la propria vita, quella dei suoi simili, e quella dell’organismo-mondo in cui si trova a condurre la propria esistenza. Oppure, tramite lo sviluppo di tecnologie sofisticatissime, potrebbe addirittura riuscire a distruggere un’intera galassia, o generare un buco nero, o chissà cos’altro di ancora più devastante, se non gli bastasse già il suo preoccupante (sempre dalla nostra prospettiva) impatto attuale. Tutto ciò, dal punto di vista non specificatamente umano, cioè delle leggi naturali, risulterebbe perfettamente equivalente, in proporzione, a un’orma sulla sabbia di una spiaggia, molto repentinamente cancellata da una meravigliosa e spumeggiante onda. Se la Natura forma l’organismo uomo, sofisticatissimo, e poi questo le si rivolta contro, auto-eliminandosi, Essa (non ragionando in termini temporali umani) non si fa il minimo scrupolo. Chissà quanta vita esiste in questi infiniti mondi, chissà quanta di questa vita è enormemente più progredita di quella della specie umana, e chissà quanta vita è esistita e scomparsa per i motivi suddetti! …Per poi ricomparire di nuovo! È molto importante e nel nostro interesse prenderci cura di noi, perché saremo noi a finire in caso contrario, non la vita in sé, e non il mondo, che continuerà a permanere all’infinito come ha sempre fatto, magari in attesa di organismi maggiormente disposti a tendere l’orecchio, e meno tracotanti.

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