Melarismo salutare 2

Per la comprensione del seguente articolo bisogna prima aver letto con attenzione quelli relativi alle fasi alimentari onnariana MDA-1, vegetariana MDA-2, vegan MDA-3, vegan-crudista MDA-4, l’articolo introduttivo all’alimentazione fruttariana e la fase alimentare F1, la fase alimentare F2, ed -F3 (Fruttarismo sostenibile 3); l’articolo introduttivo all’alimentazione naturale melariana; la fase M1.

evoluzione

Man mano che si procede gradualmente, specialmente tramite il melarismo 1, verso la nostra alimentazione specie-specifica, il nostro metabolismo si disintossica aspecificamente sempre di più e, di conseguenza, non solo diventa sempre più enormemente efficiente ma, dovendo effettuare un lavoro addirittura decine di volte inferiore per la digestione, assorbimento, assimilazione e smaltimento di tossine aspecifiche, può finalmente e sempre gradualmente rallentare di molto, persino aumentando massimamente la nostra energia, sia fisica sia mentale. Fino a raggiungere quello che è il naturale metabolismo della specie umana, che, per il semplice motivo della minima energia fisio-strutturale, è proprio il metabolismo minimo e che conferisce energia (potenziale e dinamica) massima. Come vedremo nell’articolo relativo ai fabbisogni nutrizionali indotti da cibo aspecifico , solo ed esclusivamente col melarismo anche l’usura molecolare (specialmente proteica) diventa quasi nulla, portando il fabbisogno totale giornaliero di principi nutritivi quasi a zero.

In questo modo, azzerandosi totalmente anche l’enorme fabbisogno calorico indotto (quello, cioè, sempre relativo alle dispendiosissime digestione, assorbimento, assimilazione e smaltimento di tossine da cibo aspecifico) pari addirittura ad oltre 1800 calorie sulle circa 2000 che ingerisce mediamente un onnariano (fino al vegan-crudista, e un po’ meno il fruttariano sostenibile), al melariano (ma solo una volta raggiunto gradualmente, nel modo descritto in questo sito, il massimo grado di disintossicazione aspecifica, cioè dal melarismo 1 e 2 in poi) sono molto più che sufficienti le 200 calorie rimanenti effettive che l’organismo usa per la vita e con moltissima più energia , essendo il rendimento fisiologico proprio al massimo livello assoluto.

È anche per questo motivo che, sempre per il fondamentale principio della minima energia , l’alimentazione specie-specifica della specie umana è esattamente quella costituita da una mela al giorno, ma di grandezza naturale, cioé mediamente circa 4 etti; sempre rossa, della varietà Stark.

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È fondamentale, però, che l’assunzione di questi perfetti principi nutritivi, in un organismo a perfetta efficienza, avvenga anche nell’unico orario fisiologicamente perfetto per la specie umana che, come abbiamo visto nell’articolo relativo al nostro ciclo fisiologico, è circa un’ora prima del tramonto.

(ciò si è stabilizzato, per milioni di anni, nella fascia equatoriale, al limite inter-tropicale, dove corrisponde sempre a circa le ore 17. Ma in tutte le restanti zone mondiali extra-tropicali corrisponde ad un orario medio mondiale, anche tra estate e inverno, intorno alle 19, orario che, nella fascia extra-tropicale, occorre tenere stabile per tutto l’anno. È ovvio che, essendo l’unico orario nutrizionale naturale relativo alla nostra specie, nel melarismo esso risulterà, e lo sarà sempre più, l’unico orario in cui abbiamo appetito.)

Quindi, il melarismo 2 ha l’impostazione giornaliera monopasto (senza aggiunte) che è definita 1S7 cioè, 1 mela rossa Stark alle 7 pomeridiane.

Ricordarsi sempre che questa mela deve essere del peso medio naturale di circa 4 etti, fino a poco meno o poco più a seconda della propria statura; è fondamentale che sia almeno biodinamica (e consumata solo a morsi, senza tagliarla o modificarla in nessun modo). Deve essere ottima al gusto, segno anche di buona coltivazione; per motivi anche bioenergetici è meglio che rimanga sempre una, ma se proprio non si trova di questo peso, basta raggiungerlo con due (non di più) mele.

Come abbiamo accennato, dall’impostazione giornaliera bipasto del melarismo 1, occorre usare molta gradualità per raggiungere quella monopasto del melarismo 2.

Come in tutti i fenomeni di raggiungimento di equilibrio, la gradualità del cambiamento diventa molto più lunga man mano che ci si avvicina all’equilibrio finale. Così durante il melarismo 1, nell’avvicinamento scalare al melarismo 2, dobbiamo seguire tutta la gradualità che ci richiede il nostro organismo, il quale deve avere tutto il tempo necessario per pulire fino in fondo ogni nostra singola cellula intasata da un’enorme quantità di molecole tossiche accumulate nel tempo, proprio per avere la possibilità di innescare gradualmente il perfetto metabolismo specie-specifico, che ci consente di consumare molto meno energia, e, proprio esattamente per questo, ottenere la massima energia fisica e mentale, precisamente come un aeroplano che, raggiunta l’alta quota finale di equilibrio, consuma una quantità enormemente minore di carburante rispetto alla fase di decollo, pur viaggiando ormai ad una velocità maggiore (dovuta all’aria di quota che, essendo molto più rarefatta, oppone molta meno resistenza, proprio come le tossine aspecifiche quando queste diminuiscono di molto nelle nostre cellule, iniziando a consentire ai miliardi di miliardi di molecole sane tutta l’importante dinamicità necessaria per la nostra perfetta fisiologia).

Per poter effettuare senza problemi questa grande gradualità, man mano che si procede lentamente, nei mesi, dal melarismo 1 al melarismo 2, è sufficiente tenere sotto controllo i 2 seguenti parametri principali della gradualità melariana, procedendo in questo modo:

1) il peso corporeo: una volta che, dal fruttarismo 3 al melarismo 1, il peso corporeo si è assestato (deve rimanere solo di poco inferiore, al massimo 2 o3 kg), poi, dal melarismo 1 in poi, deve rimanere assolutamente costante, sempre. Una volta avviato il melarismo 1, dopo il predetto periodo minimo di un mese ( meglio prolungarlo anche a più mesi, fino anche a sei mesi se necessario), solo nel caso in cui, a parità di quantità di cibo consumata, il peso corporeo aumenta, anche leggermente ma in maniera quasi continua per almeno una decina di giorni, allora si può diminuire un poco la quantità di cibo (in direzione del melarismo 2, perché significa che l’organismo ha pulito maggiormente le nostre cellule dalle tossine aspecifiche, e, di conseguenza, è diventato un poco più efficiente, abbassando il metabolismo a parità di energia, fisica e mentale, risultante. Questa procedura va fatta, fino a tornare a peso assolutamente costante, più volte ripetutamente, a passetti anche piccolissimi, i cui tempi deve decidere, quindi, solo il nostro organismo stesso. Se si vede che il peso corporeo inizia a calare, vuol dire che si sta procedendo troppo velocemente, quindi basta fare un passettino indietro nella precedente gradualità.

2) l’energia (fisica e mentale): come tutte le fasi e sottofasi precedenti, sia nel melarismo 1 che in tutta la transizione al melarismo 2, che nel melarismo 2 stesso, la nostra energia, sia fisica sia mentale, deve essere sempre non solo costantemente elevata, ma continuamente un poco maggiore ogni giorno che passa; se dovesse calare, esattamente come il peso, vuol dire che si sta procedendo troppo velocemente, quindi basta fare, al solito, un passettino indietro nella precedente gradualità.

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