Chi tace acconsente

Esiste una categoria molto sottovalutata di persone che tace sulle questioni importanti, ponendo di fatto un panno avvelenato sul muso della verità e di conseguenza su quello altrui, soffocandoli (e soffocandosi esse stesse) lentamente. Questi silent-killer spesso o sempre sono i farabutti che la passano liscia: si sanno muovere bene, in modo silenzioso, come serpi, e riescono sempre a cavarsela svignandosela e tirandosene fuori al momento opportuno senza destare il minimo sospetto. Ne esistono tanti che pur sapendo il vero (o pur sapendo di doversene interessare), fanno finta di niente (perché reputano “vantaggioso” fare in questo modo) ed effettivamente nessuno potrebbe davvero capire se tali individui agiscano volontariamente, o se non ne abbiano alcuna colpa perché non riescono a raggiungere quel giusto grado di consapevolezza (in poche parole, perché non ci arrivano di testa); una cosa è sicura: non potremo mai (o quasi mai) dimostrare la loro colpevolezza, e in questo sta la loro “forza”. Molti genitori, molti banchieri, molti avvocati, molti sofisti, molti medici, politici, ma anche molti giovani studenti o chicchessia perseverano. E alla fine, quando le cose si rivelano ormai per quelle che effettivamente sono agli occhi di tutti, codeste persone dicono (o diranno, o hanno detto) certamente: “Non mi sarei mai potuto immaginare che le cose stessero così, tutti gli studi fatti finora tendevano a dimostrare il contrario, si è sempre fatto così” oppure: “io facevo solo il mio lavoro”, oppure: “io che c’entro? Non mi sembra di aver mai negato o attaccato o messo in dubbio questa cosa, questo modus vivendi X, questa teoria X, questa dimostrazione scientifica X, questa testimonianza X”. Vedete… Il vero problema è che esse da un lato possono non avere attaccato o negato esplicitamente la cosa X, ma purtroppo non l’ avrebbero nemmeno mai incoraggiata o sostenuta, e non se ne sarebbero mai neanche interessati, di fatto ignorandola volontariamente: e qui si viene al punto cruciale. Chi sceglie (con curioso masochismo) di non interessarsi a ciò che sarebbe più degno di attenzione (e per il proprio bene e per il bene altrui o del pianeta), e preferisce aprioristicamente concentrarsi su altre distrazioni (come ad esempio una bella gara di formula 1, o una sigaretta, o un bel telefilm o un qualsiasi jest, oggi ne abbiamo parecchi mi pare), è esattamente un ignavo. Personalmente preferisco chi attacca, interessandosi alla questione, invece di coloro che la ignorano a priori innalzando un muro che non permette alcun tipo di comunicazione, stroncando sul nascere qualsiasi possibilità alla vita. C’è una bella differenza fra l’essere un uomo e l’essere un manichino incravattato ambulante. Non posso giudicare queste persone, perché non sono un dio, quindi non ho modo di sapere, detto schiettamente, fino a che punto “ci siano o ci facciano” (sceme). E mi è capitato di sopravvalutare la coscienza e l’auto-coscienza di certuni in passato in effetti, con inutili delusioni conseguenti. Però so che queste persone sono fra noi, che esistono e che sono sempre esistite, come la storia ci insegna. Non nascondo un certo fastidio e una certa collera nei loro confronti, eppure ciò che predomina è la pena che essi mi fanno. Non intendo biasimarli o mortificarli, anzi gli voglio bene e spero per loro che scelgano, fra i due irrazionali, l’amore alla paura; la speranza alla disperazione; la vita alla morte. Ricordiamoci però dei loro “meriti”, affinché ci si guardi bene da tale viltà e inettitudine: è unicamente grazie ad atteggiamenti simili che molti dei peggiori capitoli dell’umanità sono stati scritti (col sangue). Chi tace, semplicemente acconsente.

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