PRODOTTI LATTEI

Per la comprensione di questo articolo, leggere quello introduttivo alla fisiologia comparata applicata alla specie umana.

Anche “latte” (con i suoi derivati) e “miele”, biologicamente sono la stessa cosa, sono scientificamente esclusivamente alimenti per cuccioli (ovviamente, unicamente della specie animale che li produce); il “latte” è l’alimento per cucciolo di mammifero, il “miele” è l’alimento per cucciolo di ape.

-Vediamo il latte più nel dettaglio

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Il latte di mucca è l’alimento per i cuccioli dei bovini, cioè i vitelli, il latte di capra è l’alimento per i cuccioli dei caprini, il latte di pecora è l’alimento per i cuccioli degli ovini, cioè gli agnelli, ecc. In altri termini, il latte di mucca è fisiologicamente adatto solo ed esclusivamente ai vitelli, (il latte di mucca è fatto per le mucche), contiene enzimi e fermenti tipici per l’accrescimento dei bovini; il latte di capra è fisiologicamente adatto solo ed esclusivamente ai cuccioli di capra, (il latte di capra è fatto per le capre), contiene enzimi e fermenti tipici per l’accrescimento dei caprini; il latte di pecora è fisiologicamente adatto solo ed esclusivamente agli agnelli, (il latte di pecora è fatto per le pecore), contiene enzimi e fermenti tipici per l’accrescimento degli ovini, ecc.

Ogni mammifero, quindi, ha il suo particolarissimo latte specie-specifico, con unità strutturali biochimiche adatte solo ed esclusivamente alla particolarissima fisiologia di una determinata specie animale ed a nessun’ altra, e che, introdotto eventualmente nell’organismo di un altro mammifero (come l’uomo), è fortemente tossico e crea grandissimi danni a tutti gli organi e apparati di quest’ultimo. L’unico latte fisiologicamente adatto alla specie umana è, dunque, ovviamente, il latte umano, cioè il latte prodotto dalla femmina del mammifero uomo, il latte di donna (materno).

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Ma ciò ancora non è del tutto esatto: l’uomo, proprio come tutti gli altri mammiferi, deve consumare il latte umano, ma solo fino alla fine dello svezzamento. Quando il bambino (il cucciolo del mammifero uomo) mette i denti, infatti, è il chiarissimo segnale della natura che ci indica che dal cibo liquido deve passare al cibo solido, (tra l’altro, i denti gradualmente cominciano a creare sempre più dolore sul seno della madre, che, di conseguenza, istintivamente smette di allattarlo).

Dopo di che, sempre come tutti gli altri mammiferi, non dovrà mai più bere latte per assolutamente tutto il resto della sua vita; (il latte è un cibo solo ed esclusivamente per lattanti, come dice il termine stesso; infatti, tra l’altro, solo il lattante produce la lattasi, che è proprio l’enzima in grado di digerire il latte; l’adulto, solo se stimolato innaturalmente, ne può produrre una piccolissima quantità comunque non sufficiente per digerirlo).

Dunque, se al bambino (o ancora peggio, all’adulto), diamo latte di mucca, di capra o di qualsiasi altro mammifero, creiamo una fortissima intossicazione trofo-aspecifica (spiegata nell’articolo relativo alla patologia moderna), che porta velocemente a numerose patologie, anche gravi. Il latte umano materno, per il bambino, è, invece, talmente perfetto (sempre che la madre si nutra in maniera naturale), che, se (in fase di pre-svezzamento) si alimenta esclusivamente con quel cibo, si noterà subito che non solo il bambino non si ammalerà assolutamente mai, ma nemmeno piangerà mai (né di giorno, né, tanto meno, di notte), facendo finalmente dormire i poveri genitori di notte, e senza finalmente stressarli di giorno.

Tutti i derivati del latte (come, ad esempio, i formaggi), essendo praticamente “latte altamente concentrato”, sono, ovviamente, di conseguenza, molto altamente più dannosi e tossici; innescano, infatti, una fortissima intossicazione trofo-aspecifica generale, ma che è addirittura massacrante specialmente sia per l’intero sistema circolatorio (i grassi animali contenuti, specialmente trigliceridi, aderiscono anche loro nelle pareti interne dei vasi sanguigni, portando velocemente ad arteriosclerosi, ipertensione, infarto, ictus, ischemia, ecc.), e sia per l’intero apparato scheletrico (anche per il motivo che sono fortemente acidificanti, non solo non fanno assorbire il calcio, ma il sangue proprio per riequilibrare questa acidificazione, toglie persino l’unica cosa molto alcalinizzante che conosce, il calcio stesso dalle nostre ossa, per rimetterlo nel sangue, e ripareggiare, con gli ioni OH-, tutta l’acidificazione prodotta, provocando, col tempo, anche grave osteoporosi).

Quindi, anche approfondendo al massimo la fisiologia comparata, si nota chiaramente che il latte (e derivati) è cibo solo ed esclusivamente per lattanti (mammiferi prima dello svezzamento, ognuno col suo latte specie-specifico), e, specialmente quello di altre specie animali, estremamente tossico per la nostra biochimica e fisiologia di adulti e, per di più, biochimica e fisiologia di una specie completamente diversa.

-Vediamo il miele più nel dettaglio

In natura, l’ape è un insetto che vive mediamente 5 mesi. Il primo mese, quando è ancora allo stadio larvale (definito pupa), il cucciolo di ape, proprio per il suo accrescimento, si nutre solo di miele. Successivamente, quando l’ape diventa adulta, si nutre solo di nettare, che succhia direttamente dai fiori.

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Quindi, il miele non è altro che il “latte” delle api (ecco perché il miele è un prodotto di tipo “latteo”), essendo l’unico cibo con cui il cucciolo di ape si nutre nel suo primo mese di vita, proprio per il suo accrescimento. La mamma ape, esattamente come noi mammiferi, dopo che si è nutrita col suo cibo specie-specifico, che, nel suo caso è appunto il nettare dei fiori, una parte di esso lo trasforma in miele, che conserva in una sacca interna al suo addome, proprio come fosse il seno di una donna che conserva il latte, e quando torna nell’alveare lo deposita al suo interno, proprio solo ed esclusivamente per dar da mangiare al suo cucciolo di ape, sempre esattamente come fa una madre umana col suo amato piccolo.

Ora, precisamente così come il latte di mucca è fisiologicamente adatto solo ed esclusivamente al cucciolo di bovino, il miele di ape è fisiologicamente adatto solo ed esclusivamente al cucciolo di ape, la larva (detta pupa), contiene enzimi e fermenti tipici per l’accrescimento delle api, centinaia di tipi di sostanze biochimiche completamente diverse da quelle fisiologicamente adatte ad un individuo appartenente alla specie umana, sia in fase di sviluppo che in fase adulta.

Il miele, quindi, dato che è cibo per insetti, per la specie umana [che, tra l’altro è proprio quella anche filogeneticamente (evolutivamente) più distante in assoluto dagli insetti, addirittura di centinaia di milioni di anni] non solo è decisamente tossico, ma crea anch’esso una grave acidificazione del sangue, determinando anche spiccata decalcificazione ossea. Tra le varie sostanze tossiche, il miele contiene anche il tremendo acido formico, che è la stessa sostanza che ci brucia quando sfioriamo l’ortica, o quando appena sfioriamo una medusa.

Infine, il miele è facilissimo sostituirlo subito con un “cibo” molto più buono, gustoso e vario: la marmellata (oggi si trova anche senza zuccheri o altre sostanze aggiunte, quindi 100% frutta), o, ancora meglio, con la marmellata fruttariana (cruda), che essendo, appunto, frutta, la può mangiare anche, come eccezione (in fase iniziale), un fruttariano, o addirittura, sempre come eccezione (in fase iniziale), un melariano (visto che quella di mele è ottima); inoltre, se il miele si usava come dolcificante (in bevande, dolci, ecc.), si può sostituirlo subito anche con un prodotto anch’esso molto più buono: il succo di mela concentrato [tra l’altro, è importante sostituire subito pure lo zucchero da cucina (di qualsiasi tipo; è sempre molto acidificante e tossico) sempre con il succo di mela concentrato].

Quindi, anche approfondendo al massimo la fisiologia comparata, si nota chiaramente che il miele non è altro che cibo per insetti (cuccioli di ape), con una struttura anatomica e fisiologica lontanissima dalla nostra specie.

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