Conclusioni della paleoantropologia moderna

Paleoantropologia moderna

La paleoantropologia è la scienza che studia l’origine della specie umana (“paleo” = antico, “antropos” = uomo, “logia” = scienza). La paleoantropologia moderna, lo fa nella maniera più approfondita, e soprattutto sfruttando tutti gli avanzatissimi strumenti dell’oloscienza, a cominciare dall’incrocio dei dati di moltissime discipline scientifiche.

Per la comprensione di questo articolo si consiglia di leggere i precedenti di questa sezione:

origine universale della specie umana e ciclo dell’idrogeno;

origine generale della vita: la vita stessa nasce grazie alla simbiosi fruttivora; devianza H e riassetto H;

manifestazione pluricellulare del ciclo H: dai primati alla nascita della specie umana;

specie umana: 5 milioni di anni felici;

nascita di tutte le “crisi”;

Effetti a catena della “crisi” trofica: suddivisione dei compiti: nasce il cosiddetto “lavoro”;

Motivazione scientifica del perché la sola devastante variazione alimentare (provvisoria) nella specie umana ha potuto provocare la distruzione dell’equilibrio dell’intero suo stile di vita, fino addirittura a letteralmente creare tutta la problematica attuale, sia individuale che collettiva mondiale.

Il fatto che una variazione alimentare negativa può provocare anche degli effetti disastrosi su tutti gli altri aspetti della vita di un essere vivente o di un’ intera specie animale, non stupisce gli scienziati in quanto la definizione scientifica di vita stessa, sia nella scienza biologica che biofisica, è proprio basata solo ed esclusivamente sull’alimentazione, infatti, la definizione scientifica esatta di “vita” è: “ciò che si nutre” (addirittura anche l’origine etimologica della parola “vita” ha la stessa radice delle parole “vitto” o “vivanda” o “viveri”, le quali significano esattamente sempre la stessa cosa: proprio “cibo”, e quindi “ciò che nutre”). Infatti la “vita” differisce dalla “assenza di vita” proprio per la sua dinamica nutrizionale, che fa entrare delle unità strutturali e ne fa uscire altre (tutto ciò che ha un metabolismo).

Quindi, siccome il fenomeno della vita coincide esattamente proprio col fenomeno (effettuato addirittura da ogni singolo attimo e persino da ogni nostra singola cellula, fino a livello molecolare e submolecolare) dell’alimentazione, scientificamente, la definizione stessa, ancora più precisa, di “vita” è proprio “alimentazione” . Questo ci fa capire meglio anche il perché la nostra alimentazione sia di importanza così centrale nella nostra vita: proprio perché la nostra alimentazione letteralmente è la nostra stessa vita, e quindi definisce, determina, forgia di conseguenza, ovviamente, anche tutte le sue caratteristiche, proprio come la salute e la stessa felicità.

Ecco perché, quindi, proprio come è successo alla specie umana 1,8 milioni di anni fa, cambiare, anche di poco, questo asse centrale di ciclo molecolare alimentare, significa modificare, direttamente e indirettamente, tutti (in modo indistinto) gli altri molteplici aspetti della vita, sia di un individuo, sia di una intera specie, animale o addirittura vegetale [proprio come succede ad una grossa trottola roteante su se stessa, in cui facendo, con un dito, oscillare solo l’asse centrale, improvvisamente oscillano automaticamente le traiettorie di tutti gli altri punti della medesima (tutti i punti della sua completa struttura, dalla parte più interna fino anche a tutti i suoi punti di bordo laterale più estremo)].

Occorre precisare, però, che comunque la specie umana è stata anche addirittura enormemente “fortunata” rispetto alle altre specie che nel corso dell’evoluzione sono state costrette ad una variazione alimentare, proprio perché, mentre molte di queste ultime sono entrate addirittura in devianza H (modificando cioè addirittura la loro anatomia e fisiologia, come è successo, ad esempio, per gli erbivori, granivori, ecc.), l’uomo, per la continua alternanza ecosistemica avvenuta, ed essendo anche radicato molto più profondamente nel ciclo H di tutte le altre specie animali, è riuscito invece a non entrare in devianza H; questo, però, ci è costato una “difesa” dall’ecosistema, che, pur non essendo riuscita a cambiare la nostra struttura, ha però distrutto completamente sia il nostro stile di vita e sia, oggi, il nostro ecosistema globale stesso: ecco anche perché, sempre oggi, essendo proprio al limite più estremo di sostenibilità ecosistemica addirittura globale, grazie specialmente all’Oloscienza, avendo riscoperto finalmente qual è la nostra posizione nella impostazione prevista in 14 miliardi di anni dalla natura, possiamo recuperare non solo lo stile di vita adatto alla nostra specie, ma anche, di conseguenza, persino l’integrità e l’equilibrio del nostro intero ecosistema globale, fino a riappropriarci finalmente anche del nostro unico obiettivo totale di vita: il nostro equilibrio interno, che, nel nostro linguaggio, definiamo felicità.

Conclusione scientifica della Paleoantropologia (moderna)

Una volta compreso scientificamente che l’unica causa del completo disastro nella società umana (tutt’ora divenuto addirittura crisi ecosistemica e sociale mondiale), da 1,8 milioni di anni fa ad oggi, è solo ed esclusivamente il nostro (temporaneo) massacrante cambiamento alimentare (da quello a noi specie-specifico), è sufficiente (visto che le glaciazioni sono finite, le temperature sono riaumentate, e la frutta è tornata a crescere rigogliosa, e noi ci siamo attrezzati adeguatamente), ripristinare, gradualmente ma il più velocemente possibile, l’alimentazione adatta alla nostra specie (che è poi l’unico modo per innescare la “reazione a catena” completamente inversa a quella della creazione della suddetta problematica), partendo dal livello individuale e poi sociale, per risolvere completamente in automatico (come vedremo meglio nella sezione relativa all’ecosistemica moderna), tutti i problemi, prima individuali (di ognuno di noi), e poi, sempre completamente in automatico, tutta la problematica dell’intera società umana, nessun problema escluso, sorti proprio con la dinamica causale esclusivamente alimentare, come abbiamo visto, 1,8 milioni di anni fa.

Ora, quindi, visto che le glaciazioni sono terminate e la flora arborea fruttifera è tornata rigogliosa come e più di prima, la specie umana può finalmente ri-avanzare verso un modello di stile di vita, individuale e sociale, finalmente adatto alla propria specie, l’unico che ci può conferire la sensazione di felicità.

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