Effetti a catena della “crisi” trofica: suddivisione dei compiti: nasce il cosiddetto “lavoro”

Paleoantropologia moderna

La paleoantropologia è la scienza che studia l’origine della specie umana (“paleo” = antico, “antropos” = uomo, “logia” = scienza). La paleoantropologia moderna, lo fa nella maniera più approfondita, e soprattutto sfruttando tutti gli avanzatissimi strumenti dell’oloscienza, a cominciare dall’incrocio dei dati di moltissime discipline scientifiche.

Per la comprensione di questo articolo si consiglia di leggere i precedenti di questa sezione:

origine universale della specie umana e ciclo dell’idrogeno;

origine generale della vita: la vita stessa nasce grazie alla simbiosi fruttivora; devianza H e riassetto H;

manifestazione pluricellulare del ciclo H: dai primati alla nascita della specie umana;

specie umana: 5 milioni di anni felici;

nascita di tutte le “crisi”;

Devastante variazione alimentare (provvisoria): unica causa di innesco di “reazione problematica a catena” fino alla letterale creazione della totalità assoluta dei problemi di oggi (personali e collettivi)

Quindi, 1,8 milioni di anni fa, solo ed esclusivamente questa costretta massacrante provvisoria variazione alimentare (che non ha portato a devianza H), innescò, però, la più micidiale vera e propria “reazione a catena” di conseguenze negative che l’intera storia della vita abbia mai conosciuto: il modello di “sviluppo” del tutto insalubre ed umiliante per l’individuo, massacrante per i popoli e distruttivo per l’intero pianeta sfociato oggi, in maniera sempre più velocemente distruttiva e pericolosa per la nostra stessa sopravvivenza come specie, in quello che anche l’ONU stessa (rappresentante tutte le 192 nazioni dell’intero pianeta) ha ormai definito “modello di sviluppo insostenibile” e da rinaturalizzare velocemente (nella modalità che vedremo meglio nella sezione relativa all’ecosistemica).

Cioè, 1,8 milioni di anni fa, solo ed esclusivamente proprio questa costretta devastante provvisoria variazione alimentare, determinò la seguente massacrante “reazione problematica a catena”:

sviluppo immediato nella specie umana di tutte le migliaia di malattie esistenti, le stesse che sviluppiamo ancora oggi (i resti fossili umani presentano i segni di ogni tipo di patologia solo a partire da 1,8 milioni di anni fa);

crollo immediato totale della vita media (i resti fossili umani, aumentati improvvisamente e immensamente |per effetto di morte precocissima| proprio esattamente 1,8 milioni di anni fa, dimostrano chiarissimamente, anche con il calcolo esatto della loro età con gli strumenti moderni più sofisticati, che la vita media arrivò improvvisamente addirittura a meno di 20 anni, e ancora oggi, soprattutto con il minimo aumento graduale del consumo di frutta, abbiamo solo in minima parte recuperato, rispetto all’età media molto più lunga e addirittura indefinita che si raggiungeva prima della glaciazione stessa).

Allo stesso tempo, sempre unicamente questa costretta provvisoria variazione alimentare determinò ancora la seguente massacrante continuazione della “reazione a catena”:

-sviluppo immediato del fenomeno di dinamica sociale più distruttivo mai esistito nell’intera preistoria e storia della specie umana, il lavoro obbligatorio, nato solo ed esclusivamente proprio per ottenere l’alimentazione innaturale stessa, come avviene ancora oggi.

Infatti, primi resti fossili di strumenti artificiali, che erano relativi esclusivamente alla suddetta costretta variazione alimentare, risalgono proprio esattamente ad 1,8 milioni di anni fa; la loro fabbricazione e utilizzo, tra l’altro, fu anche il motivo principale per cui l’uomo, per la prima volta nella sua intera storia, fu costretto a rifugiarsi nelle caverne; per una sua migliore autodifesa, infatti, sarebbe stato sufficiente stabilirsi su giacigli sui radi ma grandi alberi della savana, visto anche che non era per niente semplice impedire l’ingresso nelle gigantesche caverne ai grossi carnivori di allora.

Inoltre, il fatto che questi strumenti erano relativi solamente alla variazione alimentare, comprova in maniera ulteriore la totale innaturalità per l’uomo di quest’ultima (invece, la mela, essendo l’unico alimento a noi biologicamente adatto, era l’unica categoria alimentare a non avere bisogno di nessuno strumento artificiale): infatti, mancando improvvisamente la frutta, e soprattutto la sua frutta specie-specifica, l’uomo fu costretto per sopravvivere ad usare come “cibi”, per la prima volta nella sua storia, soprattutto foglie coriacee e semi secchi che trovava disperatamente nella savana. Purtroppo però questi non essendo anch’essi adatti alla nostra specie e di conseguenza non bastando per la nostra alimentazione, ci portarono inizialmente anche al consumo di cadaveri di erbivori uccisi dai carnivori, visto che non possedevamo nemmeno gli strumenti naturali atti ad uccidere come zanne ed artigli. Inoltre, non avendo l’uomo nemmeno dentature ed interi sistemi digerenti adatti a foglie, semi e carne fu costretto anche ad ammorbidire tutte queste sostanze per lui fortemente tossiche, sempre per la prima volta nella sua storia, tramite la cottura, la quale toglie ulteriormente capacità vitale e salutare a tutti i predetti elementi ecosistemici usati al posto del vero cibo per la sua specie; quindi, tutti gli strumenti artificiali erano destinati esclusivamente:

-per il taglio e la raccolta delle cosiddette “verdure”,

-per la faticosa estrazione e raccolta dei semi,

-per la faticosissima e laboriosissima caccia (sviluppatasi solo in un seconda fase),

-per la faticosa preparazione di tutte e 3 queste tipologie per essere mangiati (spesso anche molto complessa, specialmente per i semi),

-poi tutta la strumentazione relativa alla gestione ed utilizzo del fuoco di cucina, recipienti e strumenti per la loro cottura, recipienti e strumenti per la tavola, ecc.

Così come fu complicatissimo per la specie umana, una volta distrutta la frutta per effetto delle glaciazioni, con la sua dentatura bunodonta di fruttivoro, reperire faticosamente qualche foglia appena masticabile (oggi alcune le abbiamo “ammorbidite” con migliaia di incroci artificiali, ma in natura sono tutte coriacee), per le quali occorre invece una dentatura completamente diversa, cioè la dentatura selenodonta degli erbivori, o così come fu ancora complicatissimo per la specie umana, sempre con la sua dentatura bunodonta di fruttivoro, reperire faticosamente qualche radice appena masticabile (anche loro, oggi le abbiamo “ammorbidite” con migliaia di incroci artificiali, ma in natura sono tutte ancora più coriacee), per le quali occorre invece una dentatura ancora completamente diversa, cioè la dentatura brachiodonta dei radivori (come il maiale), o così come fu ancora più estremamente complicato per la specie umana, sempre con la nostra dentatura bunodonta di fruttivoro, reperire faticosissimamente, a livello di “alimentazione”, qualche seme (ad esempio le graminacee della savana), per i quali, infatti, poiché era addirittura per noi impossibile masticarli, né, tanto meno digerirli così come sono, occorre, invece, una dentatura completamente diversa, cioè la dentatura scalprodonta dei semivori, o il becco, cavo orale e la struttura digerente degli uccelli granivori (capaci di frantumare e digerire un chicco di grano col loro stesso sistema digerente). Allo stesso modo, fu complicatissimo per la specie umana reperire faticosissimamente qualche pezzo di cosiddetta “carne”, in quanto, in primo luogo, poiché l’uomo ha una struttura di primate arboricolo, non è dotato di fibre muscolari sufficientemente veloci come un carnivoro per inseguire una preda (i carnivori possono raggiungere fino ad oltre 120 km/h), in secondo luogo, non è, tanto meno, né dotato di artigli per afferrare una preda, né di zanne per ucciderla, motivo per il quale, siccome poche foglie e pochi semi non bastavano per sopravvivere, dovette, per lunghissimo tempo, accontentarsi di raccogliere alcuni resti di animali erbivori uccisi dai carnivori, trovando però immediatamente un altro enorme ostacolo nell’usarla come “alimentazione”: sempre con la nostra dentatura bunodonta di fruttivori, non è nemmeno masticabile la carne cruda, per la quale occorre invece una dentatura ancora completamente diversa, cioè la dentatura secodonta dei carnivori.

Quindi, per il primate fruttivoro uomo, la natura ha messo degli ostacoli all’inizio addirittura quasi insormontabili per poter riuscire nemmeno lontanamente ad introdurre persino nella nostra bocca tali altri “pezzi di ecosistema” che sono stati fatti per essere tutto fuorché “cibo” per la nostra specie.

La natura, quindi, ha cercato disperatamente di impedirci di introdurli addirittura nella nostra bocca in tutti i modi; per questo, con una azione assolutamente disperata durata centinaia di migliaia di anni, l’uomo si è dovuto gradualmente inventare tutti gli strumenti artificiali che oggi costituiscono le nostre ipercomplesse “agricoltura”, “zootecnia”, e tutti i nostri apparentemente banali, ma visti nel dettaglio ipercomplessi, numerosissimi strumenti presenti nella nostra cucina, proprio per poter preparare e cucinare tutte le cosiddette

“verdure”, tutti i cosiddetti “semi”, tutte le cosiddette “carni”, ecc.

Per solo poterle introdurre nella nostra bocca, le cosiddette “verdure” abbiamo dovuto prima “ammorbidirle” artificialmente con migliaia di ipercomplesse prima selezioni spontanee, poi incroci (la “protesi artificiale dei nostri denti per le verdure”), nell’arco di addirittura centinaia di migliaia di anni; sempre per solo poterli introdurre nella nostra bocca, i cosiddetti “semi”, ad esempio quello principale, il grano, abbiamo dovuto prima “masticarlo artificialmente”, cioè macinarlo con un potente macchinario, la macina (la “protesi artificiale dei nostri denti per i semi”), poi, non bastando, “ammorbidirlo” ulteriormente con l’invenzione molto più dannosa e patogenica del fuoco; sempre per solo poterla introdurre nella nostra bocca, la cosiddetta “carne”, abbiamo dovuto prima, per uccidere l’animale, al posto delle zanne degli animali carnivori, inventarci le punte delle lance (la “protesi artificiale dei nostri canini bunodonti da fruttivoro”, la cui struttura è analizzata meglio nella sezione relativa all’anatomia comparata; infatti la “cuspide” della zanna etimologicamente significa proprio “punta di lancia”), poi, non bastando, solo per poterla masticare, abbiamo dovuto anche “ammorbidirla” sempre con l’invenzione molto più dannosa e patogenica del fuoco.

Mentre, ancora oggi, per mangiare una mela (o un frutto a buccia edibile) non serve assolutamente nessun benché minimo strumento, o artificio, o “protesi” artificiale: proprio perché è l’unico alimento adatto alla nostra specie. Basterebbe anche solo questo dato di fatto per dimostrarlo.

Infine, sempre solo ed esclusivamente proprio la suddetta costretta variazione

“alimentare”, determinò l’ultimo, del tutto distruttivo, anello della “reazione problematica a catena”: lo sviluppo immediato della indirettamente tremenda suddivisione dei compiti nella specie umana, con esclusività principale costantemente sempre per l’alimentazione innaturale stessa, esattamente come avviene ancora oggi.

lavoro

Infatti, mentre la donna raccoglieva, preparava e cucinava le verdure e i semi, l’uomo andava a caccia (quest’ultimo lavoro dell’uomo è stato molto gradualmente sostituito, però solo negli ultimi 10.000 anni, dall’andare “al lavoro”); quindi, lo schema “postglaciale”, per l’alimentazione del tutto innaturale, fondamentale di base della suddivisione dei compiti nella specie umana, è esattamente quello che, semplicemente in maniera più estesa, costituisce la struttura portante dell’intera società umana di oggi, e quindi il nostro modello di sviluppo insostenibile attuale, non è altro che la semplicissima versione moderna esattamente di società postglaciale, fatta cioè di persone che, da 1,8 milioni di anni fa ad oggi, si alzano la mattina con il solo ed esclusivo scopo principale di procurarsi un “cibo” del tutto non adatto alla propria specie, che, oltre ad ammalarlo ogni giorno di più come individuo singolo, e quindi rendendolo sempre più infelice, lo portano, facendolo in oltre 7 miliardi di persone attuali, ogni giorno di più a massacrare completamente l’intero proprio pianeta.

Annunci