specie umana: 5 milioni di anni felici

Paleoantropologia moderna

La paleoantropologia è la scienza che studia l’origine della specie umana (“paleo” = antico, “antropos” = uomo, “logia” = scienza). La paleoantropologia moderna, lo fa nella maniera più approfondita, e soprattutto sfruttando tutti gli avanzatissimi strumenti dell’oloscienza, a cominciare dall’incrocio dei dati di moltissime discipline scientifiche.

Per la comprensione di questo articolo si consiglia di leggere i precedenti di questa sezione:

origine universale della specie umana e ciclo dell’idrogeno;

origine generale della vita: la vita stessa nasce grazie alla simbiosi fruttivora;

devianza H e riassetto H;

manifestazione pluricellulare del ciclo H: dai primati alla nascita della specie umana;

Specie umana: 5,2 milioni di anni felici

Ormai è scientificamente chiarissimo che l’uomo continuò a vivere in una sorta di paradiso terrestre per ben 5,2 milioni di anni, in cui i pochi reperti fossili indicano anche una assenza totale di malattie e una vita media come minimo molto superiore ai massimi standard attuali, addirittura sembra con limite vitale indefinito, cosa che è confermata anche dal famoso fenomeno del “buco fossile” (estrema carenza, in misura crescente, di resti fossili umani proprio ed esclusivamente in quel periodo).

Tutti i parametri di paleoantropologia, paleobotanica, paleogeologia, paleoecosistemica,, anche con uno studio comparativo ottenuto incrociando tutti i rispettivi dati scientifici relativi ad ogni aspetto, indicano, per la specie umana di quel lunghissimo periodo, chiaramente un’ età felice, in cui l’uomo viveva in perfetta salute, in armonia con tutti gli altri uomini e tutte le altre specie, sia animali che vegetali.

Non esistono, tra l’altro, resti fossili di quel periodo, di armi o qualsiasi oggetto atto ad offendere o analoghi, né direttamente né indirettamente, di nessun tipo, né per l’azione contro altri uomini, né tanto meno da caccia o per la semplice cattura di altri animali, né ancora meno di resti di prede uccise o divorate, come invece si

trovano solo dopo 1,8 milioni di anni fa.

Sempre incrociando i dati multidisciplinari relativi a tutte le suddette scienze, l’ecosistema in cui era inserita la specie umana era costituito da un vero e proprio grande e rigoglioso giardino di meli sulla Rift Valley (ormai confermato anche dalla paleobotanica moderna), in cui ogni persona non era costretta a lavorare per vivere, né tanto meno per mangiare, visto che per il cibo era completamente sufficiente alzare un braccio ed afferrare un frutto.

Tra l’altro, non esistono, nemmeno minimamente, resti fossili di qualsiasi tipo di strumento artificiale di quel lunghissimo periodo, e lo stesso fuoco, per l’eventuale cottura di cibi, fu scoperto solo ben 6 milioni di anni dopo, intorno ad un milione di anni fa; quindi l’uomo per ben 5,2 milioni di anni non ha mai minimamente ingerito un solo grammo di cibo cotto, come del resto nessuna specie animale ha mai fatto addirittura da quando è nata la vita stessa 4 miliardi di anni fa.

1,8 milioni di anni fa, la prima glaciazione ci costringe ad una devastante variazione alimentare (provvisoria) che ci ha distrutto la salute e la felicità fino ad oggi: dall’uomo felice ed in perfetta salute nell’ecosistema antropico (radure arboree fruttifere) di 7 milioni di anni fa, all’uomo disperato e malato nelle caverne postglaciali di 1,8 milioni di anni fa.

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Tutto ciò (salute, longevità, non costrizione al lavoro, ecc.), quindi, addirittura per ben 5,2 milioni di anni, da 7 milioni di anni fa fino persino a 1,8 milioni di anni fa, epoca in cui avvenne un evento disastroso per noi, la prima glaciazione planetaria (“moderna”), che cambiò catastroficamente e provvisoriamente (in maniera costretta) di base, a rigore, solo ed esclusivamente la nostra alimentazione, ma questo bastò per cambiare la nostra ultima preistoria e addirittura la storia fino ad oggi (cioè praticamente tutti gli ultimi 1,8 milioni di anni) proprio da quella specie di stupendo paradiso terrestre ad una situazione prima disastrosa (proprio 1,8 milioni di anni fa) e poi sempre ancora del tutto problematica, che, anche se in forme diverse, è stato proprio sempre come ancora è oggi tutta la problematica mondiale di base:

1. migliaia di malattie esistenti;

2. crollo della durata della vita, che si è poi via via ripresa, ma che ancora oggi è estremamente bassa rispetto alla nostra potenzialità indefinita (vedere la sezione dedicata alla gerontologia moderna);

3. tensioni frequenti tra uomini o interi popoli, come guerre o simili;

4. costrizione dell’uomo al lavoro (siamo ancora oggi l’unico primate, costretto al lavoro anche solo per mangiare);

5. aumento continuo della popolazione fino alla totale crisi demografica mondiale di oggi;

6. aumento continuo della distruzione dell’ecosistema planetario fino alla completa emergenza di oggi;

7. ecc.

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