Ridere Sempre

El_jardín_de_las_Delicias,_de_El_Bosco

Sciolte le catene dell’inferno, piangendo, si riacquista la visione limpida e l’opportunità ennesima di prendere la mano di Dio, tirarla a sé, abbracciarlo e mangiare con lui un bel piatto di mele rosse Stark, lontano da strutture fatiscenti, primitive, babilonesi. I polmoni si riaprono al sacro Prana, il materiale organico torna a vibrare di ultraterreni canti, le corde vivificate possono approdare a Urlare senza mai venir scordate, tutto l’esterno si trasforma in una lei brutale e immensa di gloriose e cosmiche ali, e il sacro preponderantemente sfonda la parete debole dei titanici serpenti bruciando ogni loro squamoso viscidume, rivelando la loro iniquità malevola e frivola, e l’occhio di questa lei ci racconta e ci fa esperire il dolcissimo e definitivamente saziante Amrita, l’Agnello, nell’ulteriore Città, che è già qui, ovunque, accanto, dentro, sopra, sotto, di lato a quest’altra di dannati squisitamente ignoranti e convintamente perseveranti.

Non c’entra a niente cosa facciamo. Cosa facciamo è solo ciò che meglio si addice alla nostra conformazione di spiriti incarnati, limitati e devoti suonatori al loro posto nel Grande Ordine, nel Regno che spesso la vostra elegantemente ingannevole frutta marcia offusca. É la forma energetica che vestiamo; di certo non calzerà bene ai rettili la santissima Nudità. E ancora, il fuoco brucia e fa ritrarre la carne al popolo di Dio, mentre eccita e nutre babilonia infantile ed eterna come l’Eden.

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