Diagnostica moderna

Per una buona comprensione di questo articolo bisogna prima aver letto con attenzione l’articolo introduttivo alla medicina cuvieriana moderna; l’articolo relativo all’eziopatogenetica moderna; la profilassi moderna.

Profilassi moderna, diagnostica moderna, terapeutica moderna

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Sulla base anche della eziopatogenetica moderna, oggi il medico moderno ha finalmente tutti gli strumenti essenziali per agire con efficacia ed efficienza massima nel settore sanitario mondiale. Questo grazie all’enorme semplificazione scientifico-tecnica a cui è giunta la presente medicina moderna, proprio nello spirito della massima evoluzione e del vero progresso di ogni disciplina, che si sintetizza sempre nel principio biofisico della minima energia, cioè esattamente l’unico parametro di base che contiene il significato più profondo della parola “progresso”: ottenere il massimo risultato col minimo sforzo.

Questo vale soprattutto per i tre strumenti fondamentali per la salute, il bene più prezioso di ogni uomo: profilassi moderna, diagnostica moderna, terapeutica moderna.

Diagnostica moderna

Ovviamente, quando non si basa sull’eziopatogenetica moderna, la diagnostica classica (positiva, biologica, differenziale, “eziologica” ecc.) non conoscendo ancora la vera causa unica dello stato patologico, del tutto contrariamente al concetto di progresso (basato sul massimo risultato col minimo sforzo), è costretta ad affannarsi disperatamente verso la possibilità di dare un nome sintetico unico all’insieme solo degli innumerevoli e diversi effetti (diretti ed indiretti) dello stato patologico di una persona (che come abbiamo visto negli articoli precedenti, è determinato invece solo dalla tossicosi cronico-cumulativa da tossine aspecifiche introdotte con “cibi” non adatti alla propria specie). Il medico, successivamente, di fronte solo ai sintomi dello stato patologico (tossicosi), inizia il suo letterale bombardamento farmacologico per sopprimerli (ignorando che essi sono proprio la spia rossa accesa che indica che quello che si sta introducendo nella cavità orale del paziente è sbagliato), oppure effettua opere di “macelleria umana” chiamate “interventi chirurgici*4. Si ottiene così, come unico risultato, una società umana mondiale ancora con centinaia di milioni di persone che soffrono e muoiono ogni giorno delle più banali tossicosi aspecifiche ancora primitivamente chiamate “malattie”, una società ancora strapiena di ospedali, ospedali ancora strapieni di malati, in un pianeta dove nessun’altra specie si ammala se si nutre con cibi adatti alla propria conformazione anatomo-fisiologico-biochimica.

Quindi, con un po’ di umiltà, la prima cosa che deve fare il medico per salvare la vita a milioni di persone, è quella di uscire subito e definitivamente da questo primitivissimo ruolo di stregone-macellaio, col quale non fa altro che auto-insultare la sua stessa dignità di uomo, e passare finalmente e definitivamente a quello di scienziato , che, prima di tutto conosce perfettamente la tipologia di specie animale che ha in cura, la specie umana, dall’anatomia comparata, alla fisiologia comparata, alla morfologia funzionale comparata fitozoologica, alla scienza dell’alimentazione moderna relativa all’alimentazione specie-specifica della specie umana, a tutte le avanzatissime ed enormemente più efficienti e semplicizzate (la Natura fa le cose semplici, non aveva ad esempio mica previsto che si ficcasse un occhio in un microscopio per decine di anni e si passasse la propria vita seduti su una sedia, chini su pezzi di alberi morti) scienze contenute in questo sito, applicando immediatamente anche la seguente diagnostica moderna.

Anche in diagnostica moderna vale il principio base di ogni progresso: ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Di conseguenza, mentre la complicatissima “diagnosi” classica è il nome dato all’insieme di effetti (patologici), la diagnosi moderna è il nome dato all’unica causa patogena (in base ai criteri definizionali dell’eziopatogenetica moderna: tossicosi aspecifica cronico-cumulativa che può essere (a seconda solo della tipologia tossi-aspecifica, fase incrementale e caratteristiche fisiche congenite) 1. Pato-primaria (superiore o inferiore), o 2. Pato-secondaria (infiammatoria, neoplastica o infettiva).

Quindi, dopo una breve anamnesi che serve solo per conoscere meglio il grado di profondità, tipologia passata e tempo di esposizione relative alla tossicosi aspecifica (parametri ulteriori sui quali proporzionare la rigorosità terapeutica), si deve passare immediatamente alla terapeutica moderna.

*¹ Come abbiamo visto, anche il tentativo di “eziologia” (presunte “cause”) classica, non è altro che un lunghissimo elenco di effetti (alterativi, reattivi, mutagenetici, potenziati, ecc.) della tossicosi aspecifica cronico-cumulativa (unica causa patogena). Questa causa patogena, pur essendo unica, determina categorie patologiche classiche e loro manifestazioni sintomatologiche di numero elevatissimo per il semplice motivo che la tossicosi aspecifica può avere addirittura infiniti effetti diversi a seconda della particolarissima combinazione crono-quali-quantitativa tossi-aspecifica introdotta, e della sua particolarissima interazione molecolare con le diverse caratteristiche personali dei diversi settori di ogni sistema materiale umano fruttivoro-malivoro.

Cioè a tutto il quadro sintomatologico della persona particolare, dalla sintomatologia obiettiva (generale, fisica, funzionale, clinica, ecc.) alla sintomatologia soggettiva (percepita solo dalla suddetta), al quale, attraverso la classificazione nosologica, puoi dare un nome unico (“malattia”), che costituisce la “diagnosi” classica.

Come se, inoltre, una sola tipologia molecolare detta “principio attivo” possa riparare le innumerevoli e diversissime micro-lesioni effettuate dalle numerosissime migliaia di tipologie molecolari tossi-aspecifiche diverse ed ipercomplesse, che nella scienza eziopatogenetica moderna è arcinoto essere contenute nei cosiddetti “cibi” aspecifici, tramite anche la precisissima analisi dettagliata delle scienze anatomia comparata e fisiologia comparata, che ci avvertono, già molto prima che avvenga il danno , se un dato elemento ecosistemico è biochimicamente adatto o meno ad essere introdotto nell’organismo della specie umana fruttivoro-malivora.

*4 Come se l’individuo della specie umana fosse un vero e proprio bidone della spazzatura dove prima si può introdurre “onnivoricamente” ogni tipo di sistema materiale che non uccida immediatamente, e poi, quando l’organismo è in piena tossicosi cronica aspecifica (per di più incrementale e cronico-cumulativa ogni giorno che passa), invece di modificare e far diminuire urgentemente questa entrata continua tossi-aspecifica per innescare gradualmente anche tutti gli arcinoti (in biologia molecolare e ormai anche in biofisica quantistica), meccanismi di autoriparazione proto-glico-genetica, si squarta letteralmente l’organismo, cercando disperatamente (con strumentazioni costosissime e assurde) di “rimediare”artificialmente solo agli effetti (diretti ed indiretti) macroscopici. Tali effetti macroscopici, inoltre, del tutto al contrario, sono sempre l’insieme di miliardi di miliardi di danni e microlesioni ultramicroscopiche, che distruggono dalla nostra ipercomplessa struttura non barionica, alla nostra evolutissima struttura elettromagnetica addirittura di ciclo H a minima energia, fino a tutti i meccanismi sofisticatissimi genetici di attivazione autoriparativa ancora sotto bombardamento tossi-aspecifico e peggiorati enormemente dai cosiddetti “farmaci”.

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