Autonomia

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Il “mondo” è il risultato automatico del nostro pre-giudizio su di esso. Per cambiarlo, anzitutto dobbiamo mutare noi, iniziare ad avere fiducia nel prossimo e dobbiamo iniziare a essere attivi, creatori protagonisti di umwelt, di situazioni emancipanti, salvifiche, pubblicizzare i nostri desideri e ciò che sentiamo essere ma che ancora non v’è o è scomparso; anziché subire passivamente i bocconi, essere spettatori del gioco di un altro che oramai sembra non esserci proprio: viviamo l’anti-regno del nichilismo passivo, dove domina la mano invisibile del super-mercato, ergo siamo ancora schiavi della nostra impotenza e miscredenza, e questo non può che trasdursi in sistema gerarchico e competitivo, sezionato, parcellizzato, smembrato, anziché comunitario e simbiotico, democratico per davvero, organizzato.

Ma soprattutto, avremmo da smettere di partecipare alla celebrazione dello scempio babilonese, è in tal senso importante specialmente il nostro no anzitutto, anche per stasare il nostro tempo prezioso dalla viziosità e da ogni distrazione otturante. Abbiamo bisogno di filtrare, pulire prima di poter minimamente agire.

Dobbiamo riconsiderare tanto di quel che è il nostro automatico percepire, e vedere se davvero ci appartiene o invece lo abbiamo sussunto unicamente perché “si” doveva, autoritariamente, dalla nostra nascita fino ad oggi (non è mai troppo tardi). Inoltre, non dobbiamo aspettare nessuno, perché la libertà la si otterrà solo se ogni singolo individuo (re)imparerà ad essere auto-nomo.

 

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