Concetto biochimico e fisiologico fondamentale della scienza dell’alimentazione moderna: fabbisogno nutrizionale indotto

Vediamo, ora, invece, cosa succede proprio al nostro fabbisogno nutrizionale (cioè di principi nutritivi) se introduciamo nel nostro organismo cosiddetti “cibi” completamente non adatti alla nostra specie [in misura più lieve dai frutti per noi non specie-specifici, ma specialmente dalle “verdure”, ai “semi” (come legumi, cereali, semi oleosi), a tutti i prodotti animali].

cura-dipendenza-patologica

Introducendo uno qualsiasi di quei “cibi” innaturali per la specie umana, si innesca, immediatamente, esattamente il fenomeno non solo più patologico e massimamente sviluppante i processi di invecchiamento, ma persino distruttivo di tutta la struttura portante della totalità dei nostri apparati, organi, tessuti, cellule, membrane fino al livello della singola molecola e oltre: il fabbisogno nutrizionale indotto.

Esso si divide principalmente in: fabbisogno proteico indotto, fabbisogno lipidico indotto, fabbisogno glucidico indotto (e fabbisogno calorico indotto), fabbisogno vitaminico indotto, fabbisogno minerale indotto, fabbisogno idrico indotto, ecc.

E’ fondamentale analizzare il meccanismo di azione del fabbisogno nutrizionale indotto, in quanto è il fenomeno centrale nella creazione anche della più profonda vera e propria tossicodipendenza, fisica e cerebrale, da qualsiasi “cibo” non adatto alla nostra specie. Il “cibo” non adatto ad una specie, infatti, non è solo tossico, ma crea anche una dipendenza: crea, quindi, una vera e propria tossico-dipendenza.

Il “cibo” non specie-specifico è, in realtà ,quindi, esattamente una vera e propria droga, ma essendo anche la droga più profonda che esiste, perché, pur agendo lentamente, entra fino nei settori cellulari più interni, addirittura fino lo stesso DNA, la persona ne diventa profondamente dipendente. Ciò si manifesta fondamentalmente da quello che la persona crede essere “fame”, ma che, in realtà, non è altro che una vera e propria crisi di astinenza, che, nel caso della droga-cibo aspecifico, è proprio la conseguenza diretta del nostro fabbisogno nutrizionale indotto, chiamato così proprio perché indotto dallo stesso “cibo” non adatto alla nostra specie.

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