Fabbisogno glucidico indotto, e fabbisogno calorico indotto

Gli altri fabbisogni indotti: stesso meccanismo biochimico-fisiologico di azione (del fabbisogno proteico indotto)

Lo stesso identico discorso vale per tutti gli altri predetti fabbisogni indotti (lipidico, glucidico, vitaminico, minerale, idrico, calorico, ecc.), proprio in quanto specialmente l’acidificazione (o ossidazione) ematica porta anche ad una estremamente maggiore usura

(e utilizzo) lipidica, glucidica, vitaminica, minerale, idrica, calorica, ecc. e, di conseguenza, un estremamente maggiore corrispondente fabbisogno indotto.

I livelli di fabbisogno glucidico e calorico aumentano rispetto al quasi nullo fabbisogno naturale non solo per la creazione del relativo fabbisogno indotto in maniera diretta, tramite sempre lo stesso meccanismo molecolare di base analizzato per le proteine, ma addirittura di una quantità assolutamente enorme anche in relazione proprio ad altri fabbisogni indotti, perché questi ultimi, creando una esigenza quantitativa molto maggiore di “cibo” non adatto alla nostra specie, determinano quindi un enorme spreco di energie, proprio per la sua lunga e innaturale digestione, lungo e innaturale assorbimento, lunga e innaturale assimilazione, e, infine, lunghissimo, innaturale e massacrante tentativo di smaltimento di tutte le relative tossine aspecifiche conseguenti, persino da parte di ogni singola cellula, tessuto, organo, apparato, e, inoltre, ogni singolo secondo di funzionamento del nostro organismo.

Il risultato di tutto ciò è che quando si dice che il fabbisogno calorico giornaliero medio di una persona è, ad esempio, di 2000 calorie (ovviamente kcal), in realtà ciò può essere vero solo per una persona “onnivora”, vegetariana, vegan o vegan crudista, proprio perché il loro modello alimentare assolutamente non adatto alla nostra specie, costringe ogni singola cellula del nostro organismo ad effettuare proprio tutta quella serie di procedure molecolari, dalla digestione innaturale alla disintossicazione aspecifica suddette, che utilizzano addirittura quasi tutti i predetti glucidi e calorie (su 2000 calorie introdotte addirittura almeno 1600 calorie) solo ed esclusivamente per questo faticosissimo ed energeticamente dispendiosissimo continuo processo fisiologico completamente innaturale, fino allo smaltimento e disintossicazione aspecifica: quindi il fabbisogno calorico giornaliero medio che una persona, in questa società, utilizza effettivamente per la sua attività mentale e fisica (per pensare e muoversi) si aggira addirittura intorno alle 400 calorie.

Tutte le restanti 1600 calorie sono, quindi, non solo letteralmente buttate via, ma addirittura (come abbiamo visto) proprio per distruggere il nostro organismo. Tutto ciò avviene ogni giorno, e per 365 giorni all’anno.

Quindi le 400 calorie giornaliere utilizzate per pensare e muoversi sono il fabbisogno calorico naturale (in questa società), mentre le restanti 1600 calorie giornaliere utilizzate per tutte le dispendiosissime attività innaturali interne del nostro organismo, dai tentativi disperati di digestione ai tentativi disperati di disintossicazione aspecifica, sono il fabbisogno calorico indotto (indotto appunto dall'”alimentazione” non adatta alla nostra specie).

Dunque, quando si è raggiunto gradualmente il modello alimentare melariano (passando per il modello alimentare fruttariano sostenibile, che già necessita di una quantità inferiore a 1500 calorie giornaliere), grazie anche all’innesco totale del suo relativo metabolismo del fruttosio (completamente diverso, anche in termini di efficacia ed efficienza biochimica massima, dal metabolismo del glucosio, utilizzato invece da tutti gli altri modelli “alimentari”), consentirà di vivere, e persino con moltissima più energia fisica e mentale, perfettamente con le 400 calorie necessarie per il fabbisogno calorico naturale (per questa società): considerando che una mela media (commerciale) pesa circa 2 etti (equivalenti a 80 calorie), basteranno mediamente circa 5 mele al giorno (poche di più in caso di vita più attiva; ovviamente arrivando a questo livello sempre tramite l’unica procedura naturale e graduale descritta nella relativa sezione di questo sito, anche dalla fase M1 in poi, nella quale si utilizza già una media di circa 1000 calorie giornaliere, sempre a peso e massa corporea costanti ed enormemente perfezionate).

Ovviamente, essendo col melarismo l’usura molecolare e cellulare dell’organismo assolutamente quasi nulla, con la suddetta quantità di mele al giorno, come accennato, anche il peso dell’organismo, se già ideale, rimane del tutto invariato; va precisato però che questo vale solo a metabolismo del fruttosio già completamente innescato, cioè dopo che si è arrivati al melarismo gradualmente (solo con il metodo naturale di perfezionamento alimentare).

Bisogna anche precisare che, in caso di attività fisiche o mentali superiori alla media, ovviamente anche il fabbisogno calorico in alimentazione melariana aumenterà (ad esempio con 10 mele di peso predetto medio si arriverà ad 800 calorie, che corrispondono addirittura ad oltre 4000 calorie assunte da un vegan crudista o vegan in poi, i quali ultimi, nel contempo, avendo tuttavia corrispondentemente una quantità di energia percepita persino di moltissimo inferiore, proprio per il predetto affaticamento molecolare profondo del loro letteralmente massacrato organismo).

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A rigore scientifico, va infine, però, anche detto che le 400 calorie giornaliere effettive medie sono, come accennavamo prima, relative al fabbisogno calorico “naturale” in questa società artificiale, che determina una forte accelerazione innaturale del nostro metabolismo (dalla costretta iperattività mentale, spesso anche fisica, e del conseguente alto livello di stress); infatti, il fabbisogno calorico naturale di un individuo appartenente alla specie umana inserito, invece, nell’ecosistema antropico (quello naturale per la nostra specie, che vediamo nella sezione relativa all’ecosistemica) si aggira mediamente attorno alle 200 calorie al giorno, che costituisce l’unica quantità ottimale per un perfetto metabolismo e fisiologia relativa alla specie umana, corrispondenti ad una mela naturale della grandezza di una mano semiaperta della nostra specie, che, appunto, si aggira intorno ai 4 etti di peso (peso naturale di una mela in ecosistema antropico).

Nella sezione relativa alla gerontologia moderna vediamo che proprio questa quantità di una mela (di peso predetto) al giorno, è esattamente la quantità che innesca la fisiologia perfetta della specie umana in ecosistema antropico, consentendo anche, essendo col melarismo gli errori di duplicazione genetica indotti in fase di sintesi proteica del tutto azzerati, non solo finalmente di bloccare completamente tutti i processi d’invecchiamento, ma, se la cellula è in stato di invecchiamento molecolare già innescato, addirittura di invertire la direzione dei processi d’invecchiamento stessi, fino a riequilibrio fisiologico perfettamente ristabilito.

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