Fabbisogno vitaminico indotto

Gli altri fabbisogni indotti: stesso meccanismo biochimico-fisiologico di azione (del fabbisogno proteico indotto)

Lo stesso identico discorso vale per tutti gli altri predetti fabbisogni indotti (lipidico, glucidico, vitaminico, minerale, idrico, calorico, ecc.), proprio in quanto specialmente l’acidificazione (o ossidazione) ematica porta anche ad una estremamente maggiore usura

(e utilizzo) lipidica, glucidica, vitaminica, minerale, idrica, calorica, ecc. e, di conseguenza, un estremamente maggiore corrispondente fabbisogno indotto.

Come per tutte le altre unità strutturali dinamiche nutrizionali, il fabbisogno vitaminico naturale (ovviamente in alimentazione naturale) è quasi nullo, ed abbondantemente soddisfatto dall’alimentazione naturale stessa. Se ci si nutre, però, con “cibi” non adatti alla nostra specie, il numero delle reazioni chimiche necessarie all’organismo per cercare disperatamente di stabilizzare il metabolismo, cresce enormemente, addirittura a livello esponenziale. Quindi la necessità di vitamine con “cibi” aspecifici, essendo esse fondamentalmente co-enzimi delle suddette reazioni chimiche interne all’organismo, cresce, di conseguenza, esponenzialmente anch’essa.

Quali-e-quante-sono-le-vitamine

A ciò si aggiunge il solito meccanismo di usura molecolare stessa della struttura vitaminica, dovuto sempre al meccanismo fondamentale di sottrazione di elettroni determinata dall’acidificazione (o ossidazione), anche ematica, provocata da tutti i “cibi” non adatti alla nostra specie, che accresce ulteriormente ed enormemente il fabbisogno vitaminico totale dell’intero organismo: la conseguenza finale di tutti questi fenomeni determinati sempre esclusivamente dal “cibo” aspecifico è, appunto, l’enorme fabbisogno vitaminico indotto.

Ora, una delle vitamine nutrizionalmente più discusse è la vitamina B12. Quindi, vediamo dei cenni sulla problematica sollevata a proposito della vitamina B12, per poi parlare anche del suo fabbisogno indotto.

La vitamina B12 non è assolutamente tipica del mondo animale, ma, proprio del tutto al contrario, è tipica solo ed esclusivamente del mondo vegetale.

Innanzi tutto occorre precisare un dato scientifico assolutamente fondamentale, su cui, spesso, si fa molta confusione: la vitamina B12 non è assolutamente tipica del mondo animale, ma, proprio del tutto al contrario, è tipica solo ed esclusivamente del mondo vegetale. Nessuna specie animale è biochimicamente minimamente in grado di produrre la vitamina B12. Su questo pianeta ci sono solo ed esclusivamente 3 tipi di organismi in grado di produrre la vitamina B12: batteri, protozoi e funghi (microscopici).

Le tipologie batteriche, di protozoo e micotiche (di fungo), in grado di produrre la vitamina B12, prediligono, per vivere, un substrato cellulosico molto particolare, quello della buccia dei frutti delle spermatofite angiosperme dicotiledoni a frutto polposo.

Quindi la quantità maggiore in assoluto, a livello mondiale, di vitamina B12 (ed addirittura la più biodisponibile e perfetta per la specie umana) si trova proprio sulla superficie esterna della buccia della frutta (dalla mela in poi). Una quantità minore di questi microrganismi, a livello mondiale, si trova sulla superficie delle foglie, in sospensione atmosferica, compresa l’aria che respiriamo, e nello strato superficiale del terreno.

Quindi, ad esempio, se una mucca contiene la vitamina B12, ciò non è assolutamente dovuto al fatto che essa è tipica del mondo animale, ma, del tutto al contrario, ciò è dovuto solo ed esclusivamente al fatto che la mucca mangia l’erba, e, proprio sulla superficie dell’erba che mangia, trova la sua vitamina B12, esattamente per il predetto motivo che la vitamina B12 è tipica solo ed esclusivamente del mondo vegetale (gli stessi batteri produttori di B12 che vivono nel suo apparato digerente, derivano sempre unicamente dall’erba che mangia).

Ma la specie umana (e gli altri primati fruttivori) ha una fonte di approvvigionamento di vitamina B12 proprio di moltissimo migliore addirittura rispetto alla mucca stessa, esattamente la buccia della frutta, che, come dicevamo, è precisamente il substrato biochimico che, in natura, è persino il più ricco in assoluto di vitamina B12.

In particolare, se si osserva al microscopio elettronico la superficie della buccia di una mela, si noterà che è costituita da un microecosistema ipercomplesso in cui sono presenti addirittura miliardi di microorganismi produttori di vitamina B12, che preferiscono infilarsi nei pori e canali più stretti della struttura portante stessa della buccia della mela, fino addirittura nella parte più profonda di essa.

Anche per questo motivo non si deve assolutamente mai lavare, strofinare, o cose simili, una mela (o altro frutto consumabile con la buccia), per non diminuire drasticamente la quantità di vitamina B12 presente sulla sua buccia stessa (basta comprarle almeno biodinamiche, o, come minimo, biologiche, se ancora non si vive in un ecovillaggio, in cui ce le si autoproduce).

La mela, inoltre, è non solo l’unico frutto al mondo, ma l’unico cibo al mondo, che possiede il team perfetto di minerali ed altre vitamine sinergiche che consentono il corretto assorbimento ed assimilazione della vitamina B12 all’interno della fisiologia umana, cosa che contribuisce alla massima biodisponibilità (per la specie umana) esistente in natura della vitamina B12, specialmente di quella presente sulla mela stessa.

Quindi, il melariano ha una quantità di vitamina B12 in abbondanza enorme rispetto al suo quasi nullo fabbisogno di questa vitamina (dovuto anche, proprio al minimo assoluto di catalizzazione biochimica B12 necessaria nel melarismo, ed alla totalmente nulla usura vitaminica indotta, presente sempre esclusivamente nel melarismo stesso).

Fabbisogno indotto di vitamina B12

Il problema della vitamina B12 inizia, quindi, solo ed esclusivamente quando si esce dal campo melariano, o fruttariano sostenibile (ma, nel fruttarismo, il problema della B12 non sussiste solo se non si consuma frutta acida).

Infatti, qualsiasi “cibo” non adatto alla nostra specie, sia aumentando esponenzialmente la necessità di catalizzazione reattiva della vitamina B12, a livello nucleico come citoplasmatico, sia determinandone una fortissima modifica della sua struttura molecolare, aumenta esponenzialmente, addirittura fino ad oltre 170 volte, il fabbisogno stesso di vitamina B12, creando, appunto, un enorme fabbisogno indotto di vitamina B12 stessa.

Nel campo vegetale, i più grandi induttori di fabbisogno di vitamina B12 in assoluto sono i legumi, i semi oleosi, la frutta acida, e, in misura minore, i cereali (specialmente quelli cotti al forno, come pane, biscotti, pizza, ecc.).

Ecco perché specialmente il vegan (ma è meglio che lo facciano anche i vegan-crudisti, vegetariani, “onnivori” e anche i fruttariani 1, vedi sezione Dieta del sito), proprio per non avere problemi di carenza di vitamina B12, deve necessariamente impostare la sua alimentazione su una impostazione MDA. L’impostazione MDA è infatti l’unica impostazione alimentare al mondo (relativa a qualsiasi modello alimentare pre-fruttariano 2, da quello “onnivoro”, a quello vegetariano, vegan, vegan crudista e fruttariano 1) a non determinare, addirittura assolutamente mai, nessun tipo di problema, nemmeno, e specialmente, con la vitamina B12.

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