Organismo umano e alimentazione a livello biochimico: la composizione chimica del latte di ogni mammifero (compreso l’uomo) indica perfettamente la composizione chimica del cibo (post-svezzamento) adatto alla sua specie

Esaminando, invece, il nostro organismo e la sua alimentazione a livello biochimico, la scienza dell’alimentazione moderna ottiene immediatamente un’ennesima prova e conferma scientifica dell’assoluta quasi nullità (il predetto “quasi zero”) del nostro fabbisogno proteico (non solo come persone singole, ma addirittura come qualità stessa della nostra particolare specie animale).

L’uomo è un tipo particolare di mammifero, che letteralmente significa “portatore di mammelle”, in quanto questa è proprio la novità filogenetica (evolutiva) più esteriormente evidente di questa categoria tassonomica animale. E’, infatti, proprio l’analisi biochimica del latte prodotto dalle varie categorie trofiche (alimentari) all’interno dei mammiferi che ha evidenziato chiarissimamente una legge qualitativa e quantitativa che relaziona direttamente il tipo di latte di un determinato mammifero con il suo futuro cibo naturale post-svezzamento.

Ad esempio, i carnivori producono il latte a più alto contenuto proteico (media mondiale di circa 9,7%), (e, al tempo stesso, a più basso contenuto di zuccheri) tra tutti gli altri mammiferi, come ad indicare chiaramente che il loro cibo naturale, successivo al latte, adatto alla loro specie, è esattamente la carne (quella specie specifica che, infatti, in natura, ha proprio quelle specifiche caratteristiche biochimiche); gli erbivori, invece, producono un latte con un contenuto proteico molto più basso, addirittura meno della metà di quello dei carnivori (media mondiale di circa 4,8%), (con un contenuto di zuccheri decisamente più alto), come ad indicare chiaramente che il loro cibo naturale, successivo al latte, adatto alla loro specie, è esattamente l’erba (quella specie specifica che, infatti, in natura, ha proprio quelle specifiche caratteristiche biochimiche).

Come tutti gli altri mammiferi, anche la composizione chimica del latte umano indica perfettamente il cibo (post-svezzamento) adatto alla specie umana la specie umana, infine, produce il latte assolutamente ed addirittura esageratamente a più basso contenuto proteico in assoluto tra tutti i mammiferi esistenti sull’intero pianeta, persino circa 6 volte più basso di quello degli erbivori, che era a sua volta già meno della metà di quella dei carnivori, quindi addirittura oltre 12 volte più basso di quella di questi ultimi: la quantità di proteine contenuta nel latte umano è, infatti, mediamente lo 0,8% (da notare che stiamo parlando del periodo della vita a massimo fabbisogno proteico in assoluto, quello subito dopo la nascita, in cui il peso dell’organismo raddoppia, triplica, ecc. il suo peso in poche settimane e pochi mesi, con l’esclusivo utilizzo del latte materno).

Ancora un’ennesima volta, anche usando come strumento la biochimica, non solo la scienza moderna, ma addirittura direttamente il nostro organismo stesso, e quindi persino la natura in persona, ci mostra chiarissimamente come il nostro fabbisogno proteico sia perfettamente quello che abbiamo sempre trovato finora, anche utilizzando tutte le altre scienze: assolutamente quasi zero.

Allo stesso tempo, il contenuto di zuccheri del latte umano è il più alto in assoluto tra tutti i mammiferi, caratteristica, questa, che, unita alla quasi nullità proteica, indica chiarissimamente un unico tipo di cibo naturale, anche addirittura numericamente possibile, successivo al latte materno, adatto alla specie umana: la frutta (polposa dolce) che, infatti, è proprio assolutamente l’unico cibo sull’intero pianeta a possedere esattamente entrambe quelle caratteristiche.

Ma non è tutto. La composizione chimica del latte umano è forse la più precisa, dettagliata, chiarissima indicazione che la natura poteva mandarci della vera alimentazione naturale, adatta alla nostra specie, ancora addirittura molto più precisa di quello che abbiamo visto finora.

Infatti, come predetto, il periodo della nostra vita in cui abbiamo il più alto fabbisogno proteico in assoluto è il periodo subito dopo la nascita, in cui raddoppiamo, triplichiamo, ecc. il nostro peso in poche settimane e mesi, e tutto questo avviene con l’utilizzo esclusivo di un unico alimento: il latte materno. Abbiamo detto che esso contiene una quantità di proteine quasi zero: circa lo 0,8%.

Ma, a rigore scientifico, questa è solo la media quantitativa temporale (e pondero-temporale), durante il corso di tutto l’allattamento, durante, cioè, tutta la fase di pre-svezzamento.

Infatti, il latte umano contiene una quantità di proteine che inizia, per l’esattezza, con un massimo di circa 1,9% relativamente ai primi giorni dopo la nascita (in cui la velocità di crescita è, appunto, la massima di tutto il nostro sviluppo), ma, poi, man mano che la nostra crescita rallenta, la quantità di proteine del latte umano continua gradualmente a decrescere giungendo fino ad un minimo di circa 0,38% (medie statistiche mondiali, iniziali e finali).

Quindi, siccome lo svezzamento naturale avviene proprio a questo punto, quando, cioè, la crescita è molto rallentata e continuerà costantemente a rallentare fino a fermarsi al termine dello sviluppo, esso va effettuato, ovviamente (analogamente a tutti i mammiferi), con un cibo che deve contenere una quantità proteica minore di quel 0,38% (altrimenti, se fosse anche solo leggermente maggiore, sarebbe una quantità proteica da pre-svezzamento, adatta ad una crescita più veloce, ed in questa nuova fase sarebbe appunto del tutto dannosa, tossica e, anche col tempo, assolutamente patologica).

Ora, come dicevamo prima, l’unica categoria di alimenti che può contenere una percentuale di proteine così bassa è la frutta: basterebbe solo questo elemento per dimostrare che non solo siamo, ma che possiamo essere unicamente una specie animale esclusivamente fruttivora.

Abbiamo detto “può contenere”, perché in realtà non tutta la frutta (che contiene una media generale mondiale di circa 1,7% di proteine) contiene una quantità proteica minore di 0,38%; per l’esattezza, una quantità proteica minore di 0,38% è una caratteristica che possiede assolutamente solo ed esclusivamente un frutto (a struttura edibile) sull’intero pianeta: la mela (media di circa 0,26% di proteine).

Quindi, non solo la scienza, ma in questo caso la natura stessa, addirittura sotto forma del nostro organismo medesimo, ci ha indicato direttamente, chiarissimamente e persino inequivocabilmente che l’unico cibo adatto alla specie umana è proprio esattamente la mela. Se la natura voleva mandarci un messaggio, forse il più preciso in assoluto, per indicarci l’unico cibo adatto alla specie umana, non poteva essere più esplicita.

Basterebbe, quindi, ancora un’ennesima volta, solo questo dato scientifico di fatto per dimostrare che la specie umana è una specie malivora.

Poi, il dato scientifico di fatto stesso che la quantità proteica deve essere inferiore a 0,38%, esclude automaticamente dalla alimentazione naturale della specie umana, proprio addirittura anche numericamente, non solo tutti gli altri frutti (a struttura edibile), ma, a maggior ragione (e, da qui in poi, basterebbe anche il dover essere inferiori allo 0,8% proteico) questo dato scientifico di fatto, dalla alimentazione naturale della specie umana, esclude automaticamente qualsiasi tipo di “verdura” (ad esempio, lattuga, carciofi, ecc.; tutte hanno una quantità proteica superiore addirittura all’1,3%, ed una media generale persino del 2,7%, quindi già, come minimo, un livello esattamente addirittura oltre 5 volte superiore alla quantità naturale per la nostra specie, e mediamente persino oltre 10,3 volte superiore, e quindi quantità già fortemente tossica e, col tempo, decisamente patologica), ed in modo ancora più forte, questo dato scientifico di fatto, dalla alimentazione naturale della specie umana, esclude automaticamente qualsiasi tipo di “seme” [ad esempio, legumi (come fagioli, lenticchie, ecc.), cereali (come pane, pasta, ecc.), semi oleosi (come noci, mandorle, ecc.); tutti hanno una quantità proteica superiore addirittura all’8%, cioè oltre 31 volte superiore alla quantità naturale per la nostra specie, enormemente tossica e, col tempo, addirittura velenosa per il nostro organismo, sia come sviluppo di patologie che di processi di invecchiamento, specialmente, come abbiamo visto prima, riuscendo, gradualmente ma letteralmente, a massacrare il DNA stesso, di tutte le nostre cellule)].

E’ chiaro, poi, che questo dato scientifico di fatto esclude automaticamente dalla alimentazione naturale della specie umana, sempre addirittura anche numericamente, pure, a maggior ragione, qualsiasi prodotto o sottoprodotto animale, proprio specialmente per il loro eccesso proteico.

Inoltre i suddetti dati scientifici coincidono perfettamente anche se i conti sull’assunzione proteica si fanno pro-chilo pro-die, anche fino alla comparazione tra l’ultima fase di pre-svezzamento naturale (dopo alcuni anni dalla nascita) e le fasi successive, sia di sviluppo che di età adulta.

Caratteristiche biochimiche e fisiologiche assolutamente perfette della mela (per la specie umana): la scienza dell’alimentazione moderna la ha definita addirittura “il frutto dal volto umano” perché “ha struttura e metabolismo pari a quelli umani”

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Dal punto di vista della qualità delle proteine, la mela contiene non solo tutti gli amminoacidi essenziali ma addirittura anche tutti quelli non essenziali per la specie umana: è assolutamente completa.

Relativamente alla mela, questo vale per assolutamente tutti i principi nutritivi, proteine, grassi, carboidrati, vitamine, oligoelementi, acidi nucleici, acqua, ecc., la mela, cioè, contrariamente (illimitatamente) a qualsiasi altro frutto o “cibo”, non solo è l’unico alimento al mondo che contiene tutte le unità strutturali, anche molecolari, non solo essenziali, ma anche non essenziali, nell’unicissima quantità e proporzione perfettamente equilibrata per l’organismo umano (cosa che è assolutamente impossibile riprodurre nemmeno lontanissimamente con qualsiasi combinazione degli altri cosiddetti “cibi”, fermo restando che comunque questi ultimi contengono, proprio nello stato naturale una infinità di sostanze altamente tossiche, specialmente per la specie umana) ma addirittura moltissime unità strutturali, submolecolari e molecolari, assolutamente essenziali per la salute e la longevità, sono contenute solo ed esclusivamente nella mela: il melarismo, quindi, il nutrirsi, cioè, solo di mele, è, proprio scientificamente, assolutamente l’unica alimentazione equilibrata (infatti, tra l’altro, è l’unico modello alimentare al mondo a tasso di patologia assolutamente zero).

Un’ennesima conferma deriva proprio dalla scienza dell’alimentazione moderna, la più precisa e persino sofisticata al mondo: dopo una approfonditissima analisi comparativa biochimico-fisiologica proprio tra sia tutti i presunti “cibi”, compresa tutta la frutta, che la mela (durata anni di precisissimi studi), moltissimi scienziati nutrizionisti di tutto il mondo (tra cui anche il famoso professore universitario di medicina, di fama internazionale, prof. Carlo Sirtori), hanno definito la mela “il frutto dal volto umano”, in quanto spiegano che è assolutamente l’unico alimento su questo pianeta che addirittura “ha struttura e metabolismo pari a quelli umani”.

Citiamo,ora, solo alcuni esempi di comparazione biochimico-fisiologica, tra le molte centinaia di sostanze analizzate e comparate, tra la mela e tutti gli altri frutti e cosiddetti “cibi”.

Biochimica-fisiologia nutrizionale comparata; caratteristiche perfette, uniche al mondo, della mela: metabolismo glucidico e innesco del metabolismo del fruttosio.

Noi siamo l’unica specie animale ad avere un metabolismo glucidico perfettamente compatibile con un solo, esclusivo, tipo di carboidrato, il fruttosio [che ha sempre 6 atomi di carbonio come il glucosio (che, invece, sotto forma di amido, è tipico del metabolismo dei semi e di molte verdure) ma ha una struttura periferica infinitamente più metabolicamente efficiente e salutare].

Ebbene, nessun cosiddetto “alimento” contiene fruttosio, a parte la frutta (e quasi nulle eccezioni), (si chiama fruttosio proprio per questo), ma tutti i frutti, come rapporto (quantitativo) glucosio-fruttosio, contengono sempre una spiccata prevalenza di glucosio rispetto al fruttosio (media mondiale 78% di glucosio e 22% di fruttosio), che, come stiamo per vedere meglio, è una condizione spiccatamente non salutare; l’unico frutto dell’intero pianeta che ha invece una prevalenza invertita (persino assoluta) del perfetto fruttosio rispetto al glucosio (e quindi una complementarità fisiologica assolutamente univoca con la specie umana) è sempre lei: la mela (rossa Stark), con il ben addirittura 92% di fruttosio, e solo appena 8% di glucosio.

Infatti, del tutto contrariamente al glucosio (e a qualsiasi altro carboidrato esistente), il fruttosio, ad esempio, per la specie umana:

-è antidiabetico, in quanto addirittura non deve essere regolato dall’insulina;

-il suo accumulo non favorisce la formazione di trigliceridi, e quindi di arteriosclerosi, ipertensione, infarto, ictus, ecc.

  1. accelera la lisi (quindi eliminazione) dei chilomicroni, i dannosissimi globuli di grasso, specialmente trigliceridi, che circolano nel sangue, non consentendo la loro anche pericolosissima azione;

  1. non dà alterazione ormonale, né del funzionamento cardiaco;

  1. è anticrampo, visto che non consente la formazione di crampi (anche notturni) in quanto non ha bisogno della presenza della miofosforilasi (necessaria invece col metabolismo del glucosio), tanto che, pure dalla medicina sportiva, viene fortemente consigliato anche agli atleti;

  1. proprio in maniera del tutto opposta al glucosio, non solo non è, nemmeno minimamente, cariogeno (non consente assolutamente la formazione medesima delle carie dentali), ma addirittura protegge i denti dalla carie stessa (agente totalmente anticarie), anche dal batterio streptococco mutans, ed altre patologie (piorrea, ecc.); inoltre insieme alla durezza strutturale della mela (unico frutto al mondo a struttura edibile molto dura), rinforza enormemente denti e gengive;

  1. determina la durata massima del tasso glicemico ematico, consentendo anche la massima (come qualità e durata) sensazione di sazietà;

  1. inoltre, il fruttosio, oltre a tante altre caratteristiche positive rispetto al glucosio e tutti gli altri carboidrati, ha una efficacia fisiologica massima solo per la specie umana anche perché, a parità di quantità rispetto al glucosio, il suo metabolismo produce oltre il 50 % di energia in più nel nostro organismo;

  1. ecc.

La mela, quindi, come carboidrato, contiene quasi solo il meraviglioso ed evolutissimo (anche proprio in termini di minima energia, e quindi massima efficienza salutistica) fruttosio, che è proprio, come abbiamo visto, assolutamente l’unico carburante adatto

(specie-specifico), e quindi assolutamente perfetto (come abbiamo visto nella sezione relativa alla paleoantropologia moderna, la coevoluzione comporta necessariamente una perfetta complementarizzazione anatomo-fisiologica fito-zoologica) per la fisiologia glucidica della specie umana. Più avanti vedremo come proprio l’innesco del metabolismo del fruttosio determini enormi vantaggi fisiologici per l’intero organismo umano, anche in termini di massima energia fisica e massima lucidità e velocità mentale.

Biochimica-fisiologia nutrizionale comparata; caratteristiche perfette, uniche al mondo, della mela: polifenoli: metabolismo primario antiossidativo, disintossicante, anti-patologia ed anti-invecchiamento

Un altro esempio di superiorità biochimico-fisiologica assoluta della mela rispetto a qualsiasi altro frutto esistente (e a qualsiasi altro “cibo” al mondo), riguarda le molecole antiossidanti (massimamente protettive contro l’usura dei tessuti, contro l’innesco delle patologie e contro l’invecchiamento) più meraviglio se in assoluto, i polifenoli: la mela ha la più alta quantità in assoluto tra tutti i restanti frutti (e “cibi”) al mondo di polifenoli [addirittura specialmente dei migliori: epicatechine e procianidine (queste ultime particolarmente efficaci contro patologie cardiovascolari, tumori, invecchiamento cellulare, ecc.), in particolare procianidina B2].

I potentissimi polifenoli hanno anche moltissime funzioni assolutamente essenziali e specifiche come, per esempio:

  1.  sono 1000 volte più potenti come protettivo dei capillari rispetto addirittura alla cosiddetta vitamina P (già molto protettiva);

  1. attivano un complesso enzimatico, il P-450, che ha un’altissima capacità svelenante, disintossicante, anticancerogeno e soprattutto antisenile (anti-invecchiamento);

  1. altissima capacità anti-fatica, in quanto inibiscono gli effetti tossici dell’acido lattico;

  1. sono i veicoli principali della vitamina C e del calcio, in quanto li agganciano letteralmente e li trasportano addirittura fino dentro le cellule stesse [anche per questo motivo, e per il particolarissimo team di minerali e vitamine contenuti nella mela, il grado di assorbimento della vitamina C e del calcio (come, tra l’altro del ferro e di tutte le altre unità strutturali essenziali) è il massimo tra qualsiasi altro frutto o “cibo” al mondo];

  1. oltre che anti-cancro sono decisamente anti-AIDS, in quanto stimolano fortemente la funzione dei linfociti T;

  1. sono altamente tonici a livello muscolare, tra i responsabili principali della forma stessa “scolpita” dell’intera massa corporea;

  1. tra essi, la mela contiene anche una grande quantità di acido clorogenico, che è, tra l’altro, anche un potentissimo antidepressivo (potenziato dalle altre sostanze della mela);

  1. l’acido clorogenico è addirittura la sostanza alimentare più gustativa in assoluto proprio per la struttura anatomica e fisiologica delle nostre papille gustative;

  1. non solo, l’acido clorogenico è la sostanza biochimica che conferisce anche la massima durata di gusto in assoluto non solo tra tutti i frutti ma addirittura tra tutti i “cibi” esistenti, essendo la più duratura al contatto con la struttura stessa della papilla gustativa della specie umana, caratteristica tipica, quando l’organismo è disintossicato aspecificamente, proprio anche della massima sensazione di gusto trasportata al sistema nervoso centrale;

  1. i polifenoli (presenti quasi totalmente nella buccia) hanno, poi, una perfettamente salutare estrema alleanza con un’altra straordinaria categoria di sostanze biochimiche della mela (presenti quasi totalmente nella polpa): le pectine.

  1. ecc.

Biochimica-fisiologia nutrizionale comparata; caratteristiche perfette, uniche al mondo, della mela: pectine: metabolismo secondario antiossidativo, disintossicante, anti-patologia ed anti-invecchiamento,

Un altro ennesimo esempio di superiorità biochimico-fisiologica assoluta della mela rispetto a qualsiasi altro frutto esistente (e a qualsiasi altro “cibo” al mondo), riguarda le seconde molecole antiossidanti (massimamente protettive contro l’usura dei tessuti, contro l’innesco delle patologie e contro l’invecchiamento) più meravigliose, le pectine (e proprio quelle della tipologia a massima efficacia sulla specie umana): ancora una volta, come ennesimo primato assoluto, la mela ha la più alta quantità (oltre che qualità) in assoluto, tra tutti i restanti frutti (e “cibi”) al mondo, di pectine.

La così estremamente alta presenza di pectine della mela è un altro ennesimo parametro biochimico che rende la mela stessa a “struttura e fisiologia pari a quelle umane”: il costituente di base delle pectine è l’acido galatturonico, il quale è perfettamente simile all’acido glucuronico che è già naturalmente presente nell’uomo, con funzioni del tutto simili.

Le potentissime pectine hanno anche moltissime funzioni assolutamente essenziali e specifiche come, per esempio:

  1. hanno il massimo potere antitossico in assoluto, riuscendo ad assorbire ed eliminare la massima quantità di tossine dell’organismo;

  1. sono considerate le massime sostanze medicamentose e antisettiche, in quanto hanno una fortissima azione antibatterica tossica (abbattono il contenuto batterico tossico intestinale, ad esempio relativamente ai batteri del tifo, dissenterici, bacterium coli, ecc.);

  1. hanno una fortissima azione anti-colesterolo;

  1. hanno una potentissima azione anti-artritica e contro patologie simili;

  1. hanno una fortissima azione anti-arteriosclerotica, anti-ipertensione, anti-infarto, anti-ictus, anti-ischemica, ecc., che costituiscono proprio la prima causa di morte in assoluto nei paesi cosiddetti “sviluppati”;

  1. hanno una potentissima ed addirittura estrema azione protettiva ed anti-invecchiamento della pelle; abbattendo le lesioni arteriosclerotiche dei vasi sanguigni che alterano le fibre elastiche della pelle, consentono il massimo disinnesco della biomeccanica della ruga;

  1. come antisettico intestinale, hanno anche una estrema azione anti-parassitaria (ad esempio anti-elmintica, cioè contro i vermi intestinali, e così via);

  1. ecc.

La fantastica collaborazione tra polifenoli e pectine è quindi anche uno dei tantissimi esempi di perfetta sinergia biochimica e fisiologica che esiste tra le sostanze contenute principalmente nella buccia della mela (per esempio, appunto, i polifenoli) e quelle contenute principalmente nella sua polpa (per esempio, appunto, le pectine).

Biochimica-fisiologia nutrizionale comparata; caratteristiche perfette, uniche al mondo, della mela: metabolismo generale

Vediamo, ora, solo alcuni esempi di superiorità biochimica e fisiologica assoluta della mela rispetto non solo a qualsiasi altro frutto sull’intero pianeta, ma a tutti gli altri presunti “cibi” esistenti.

  1. Così come qualsiasi tipo di tossina aspecifica forte (meglio spiegata nella sezione relativa alla patologia moderna), cioè di cadavere (animale o vegetale) introdotto nella nostra bocca, costituisce una massacrante fonte di sostanze tossiche ossidanti, allo stesso modo, il nostro alimento specie-specifico, la mela, e, al limite, in misura molto minore, la restante frutta, cioè l’unico alimento vitale, l’unica componente ecosistemica al mondo con finalità biologica esclusivamente alimentare (e proprio per questo non può fare danni), costituisce una meravigliosa fonte di sostanze protettive anti-ossidanti; la frutta (ed in assoluto, la mela), cioè, tra tutte le altre caratteristiche positive, è “la patria degli anti-ossidanti”.

  1. In particolare la mela, a differenza da anche tutti gli altri frutti, ha un ennesimo altro principale primato: massima quantità in assoluto, in fase edibile, di un essenziale

antiossidante e con molte fondamentali altre funzioni, l’acido malico. L’acido malico

[si chiama “malico” anche perché ha di gran lunga la sua massima efficacia qualitativa solo ed esclusivamente nella mela (che, in latino si chiama, appunto, “Malus” -da “malon“= il frutto-)] ha, tra le tantissime sue meravigliose funzioni, una potentissima azione antibatterica patogena, ed essendo in sinergia totale con i particolari polifenoli e pectine della mela stessa, insieme svolgono un perfezionamento di salute e di longevità del tutto assoluto (solo però se glielo consentiamo noi stessi, non introducendo tossine aspecifiche, cioè “cibi” non adatti alla nostra specie).

  1. Ennesimo primato è anche quello di un essenziale e preziosissima sostanza (la sua carenza oltre un certo limite è addirittura letale): la carnitina (ma solo ad interazione minerale e vitaminica presente nei vegetali). Ora, come al suo solito, quando si tratta di sostanze importanti, la mela ha la più alta quantità in assoluto di carnitina non solo tra tutti i frutti, ma addirittura tra tutti i vegetali al mondo. Ad esempio, addirittura (oltre che 4 volte superiore a quella meno efficace dell’uovo e quantitativamente superiore anche a quella meno efficace del latte), ben 16 volte superiore a quella del pane, ben oltre 3 volte superiore a quella di qualsiasi altro farinaceo (anche molto concentrato), 3 volte superiore a quella dell’avocado, 3 volte superiore a quella dell’uva, ecc. La carnitina, tra le sue tante funzioni, perfezionando principalmente il metabolismo dei grassi (che, anche in leggero eccesso, alterano gli endoteli dei vasi sanguigni e le loro cellule muscolari e quindi le fibre elastiche della pelle), ha anche una fortissima azione anti-rughe sulla nostra pelle ed anti-invecchiamento in generale dell’intero nostro organismo (solo però se assorbita dall’interno dell’organismo, in fase trofica (cioè con il cibo), e non dall’esterno, come si crede di fare inserendola nelle cosiddette creme “anti-rughe”, che in realtà, esattamente al contrario, invecchiano gradualmente la pelle).

  1. Come sottolineano fortemente anche l’Agenzia di Ricerca Sul cancro di Lione e gli stessi Annals of Oncology, la mela è addirittura il più potente alimento anti-cancro che si conosca al mondo, a tal punto che è stato denominato dagli stessi scienziati ricercatori in oncologia il fenomenale “effetto mela”. E’ stato chiarissimamente dimostrato che lo sviluppo delle cellule tumorali in coltura viene ridotto immediatamente di oltre il 60% aggiungendo mela (con la buccia, senza la buccia l’effetto è decisamente minore) con la percentuale che continua persino a salire se

L’effetto della mela si lascia continuare nel tempo.

  1. La mela è il più potente antianemico in assoluto: ha esattamente il grado di assorbimento massimo di ferro, acido folico e vitamina B12 (quest’ultima, sempre presente sulla superficie e nei pori della sua buccia) che costituisce proprio il tripode su cui si struttura l’emoglobina e l’intero globulo rosso. Anche per questi motivi, solo la mela, inoltre, conferisce una perfetta respirazione ed ossigenazione dei tessuti.

  1. La mela è l’unico alimento a configurazione biochimica capace di sottrarre decisamente il negativo sodio alle pareti delle arterie, azione molecolare fondamentale perché, specialmente in fase di intossicazione aspecifica, il sodio si sostituisce all’idrogeno e provoca una forte alterazione dei mucopolisaccaridi, proprio le sostanze più determinanti in assoluto per lo stato di salute di un arteria.

  1. La mela è, inoltre, un noto: fortificante del sistema nervoso, antireumatico, tonico muscolare, stimolatore del lavoro muscolare (perfetto anche per gli atleti),

rassodante e tonificante il viso, perfetto agente tonificante per la pelle in generale, preventivo di rughe e rilassamento cutaneo, fortissimo agente anticalcolo renale, ecc.

    1. ecc.

Il “segreto” dell’alimentazione perfetta: il principio fisico della minima energia, che si materializza proprio esattamente nel malivorismo della specie umana

Il segreto del malivorismo consiste proprio nel segreto della nutrizione stessa: tutti i fenomeni della natura seguono il principio fisico essenziale della minima energia, e il fenomeno della nutrizione, costituendo la parte così centrale della vita stessa da costituirne, come abbiamo visto in altri articoli, la definizione scientifica stessa di “vita”, non solo è proprio il fenomeno biologico che più in assoluto segue quel principio, ma tendendo continuamente al fondamentale predetto ciclo H, la nutrizione è proprio l’unico fenomeno biologico che addirittura incarna letteralmente il principio della minima energia.

Ora, siccome in fase pluricellulare, come da sezione relativa, il ciclo H, dopo 4 miliardi di anni, è stato raggiunto in maniera perfetta solo con la specie umana 7 milioni di anni fa (dopo 53 milioni di anni di perfezionamento da parte dei primati), proprio solo ed esclusivamente con la nostra specie la nutrizione finalmente, dopo 4 miliardi di anni, reincarna perfettamente il principio della minima energia esprimendo rigorosamente il ciclo H medesimo con cui nacque la vita stessa, a livello unicellulare, 4 miliardi di anni fa. La nutrizione umana è, quindi, proprio letteralmente l’espressione materiale biologica stessa del principio fisico della minima energia.

Una nutrizione perfettamente evoluta, cioè a minima energia, è del tutto necessariamente, quindi, una nutrizione a massima efficienza, e cioè una nutrizione che,

(per definizione stessa anche di minima energia strutturale), con il minimo sforzo, ottiene il massimo risultato.

Ora, la mela è l’alimento più perfettamente evoluto proprio perché, (a parte alcune particolarissime molecole che è indispensabile avere in quantità superiore proprio specificamente per la protezione da tutte le patologie, come quelle viste prima), contenendo la quantità minima assoluta di tutti i nutrienti in generale (proteine, grassi, vitamine, minerali, ecc.) non solo tra tutti i “cibi” esistenti al mondo ma addirittura tra assolutamente tutti gli stessi frutti (che è proprio il punto di forza più potente in assoluto della mela), essi non solo sono miliardi di miliardi di molecole che rispecchiano, come abbiamo visto, proprio le nostre totali esigenze, ma lo fanno addirittura nella maniera qualitativamente più alta e perfetta; esattamente per questo motivo è proprio l’unico alimento, per la specie umana, su questo pianeta che, con il minimo sforzo, ottiene proprio il massimo risultato, cioè la salute perfetta, la longevità massima (con aspetto fisico giovane), e quindi la felicità.

Ecco perché il malivorismo, essendo l’unico tipo di nutrizione umana a massima efficienza molecolare, quindi a minima energia, è l’unico tipo di nutrizione perfettamente evoluto, l’unico “biofisicamente degno” dell’interazione con la biochimica evolutissima, e addirittura brillante letteralmente di luce (proprio sotto forma di onde elettromagnetiche, come abbiamo visto con la meccanica quantistica e fisica relativistica), della specie umana.

Il “segreto” dell’alimentazione perfetta, in altre parole: quantità minima e qualità massima. Analisi delle conseguenze positive principali di questi due parametri applicati, anche su tutti gli altri aspetti dell’intera nostra vita, fino alla felicità

Infatti, proprio esattamente per questi motivi di massima efficienza e minima energia strutturale, l’evoluzione ci ha portato decisamente ad una situazione di assoluta ed estrema esiguità del nostro fabbisogno nutrizionale (cioè di tutti i principi nutritivi) naturale.

Ciò, però, è dovuto solo ed esclusivamente al semplicissimo fatto che quando un animale, specialmente i primati, ed in particolar modo l’uomo, si nutre in modo naturale, cioè solo con il cibo adatto alla sua specie, è proprio esattamente il suo tipo di nutrizione che conferisce all’organismo una stabilità organica addirittura quasi totale, la massima efficienza molecolare, e, quindi, (come vedremo meglio più avanti, nei paragrafi relativi al fabbisogno nutrizionale indotto) il livello di usura (cioè di vero e proprio consumo) nutrizionale (di ogni singola molecola del nostro organismo) è addirittura quasi nullo (letteralmente quasi zero), portando i fabbisogni relativi all’introito nutrizionale di ogni unità strutturale proprio letteralmente a quasi zero.

Quindi, l’unico modo per alimentarsi in maniera corretta è proprio con la quantità minore possibile, ma, allo stesso tempo, la qualità, cioè, in questo caso, il tipo di alimento, deve essere assolutamente perfetta, cioè, l’alimento deve assolutamente essere addirittura perfettamente adatto alla nostra specie.

Con la quantità minima e qualità massima, parametri che, quindi, si possono ottenere solo ed esclusivamente con il melarismo, ovviamente raggiunto gradualmente, i vantaggi saranno persino immediati:

  1. la salute farà improvvisamente un balzo in avanti, con una potenza che sorprende enormemente la persona stessa, fino, col tempo, a diventare salute del tutto perfetta;

  1. la disintossicazione aspecifica, anche cerebrale (delle stesse cellule neuronali del cervello, che chiedono disperatamente un metabolismo glucidico solo ed esclusivamente del fruttosio), porterà, gradualmente ma automaticamente, ad una allegria profonda e praticamente costante;

  1. l’armonia con se stessi sarà una sensazione sempre più fantastica e finora mai provata;

  1. la conseguente armonia e allegria con gli altri sarà sempre più piacevole;

  1. gradualmente riaffiorerà anche la massima armonia con la natura, e sarà sempre più piacevole esserne immersi (nella sezione dell’ ecosistemica si vede come potersi organizzare per fare la cosa migliore, viverci con i migliori amici, cioè, realizzando un ecovillaggio);

  1. la fatica (ed il tempo sprecato) di fare la spesa, per il resto della nostra vita, sarà quasi eliminata;

  1. la fatica (ed il tempo sprecato), tutti i restanti giorni della nostra vita, di preparare gli alimenti e di cucinarli sarà gradualmente, ma totalmente, eliminata;

  1. la fatica (ed il tempo sprecato), tutti i restanti giorni della nostra vita, di lavare pentole, pentolini, piatti, ecc. sarà completamente eliminata;

  1. i costi economici per sostenere la prima causa in assoluto che ci costringe al lavoro obbligatorio, cioè l’alimentazione, saranno, gradualmente, quasi totalmente eliminati fino a tal punto che ci si può addirittura organizzare, con i propri (o nuovi) migliori amici, per vivere in un ecovillaggio, addirittura totalmente autosufficiente dal punto di vista alimentare (e quindi nutrizionalmente a costo persino zero e a qualità perfetta), e, perlomeno, quasi autosufficiente per tutto il resto;

  1. insomma, ci accorgeremo del motivo per cui scientificamente la definizione di “vita” coincide proprio con “nutrizione”, a tal punto che constateremo, giorno dopo giorno, come, con nostra stessa enorme sorpresa, solo ed esclusivamente perfezionando la nostra alimentazione si perfezioneranno del tutto automaticamente, senza nessun minimo sforzo, e addirittura quasi “magicamente”, completamente ed assolutamente tutti gli altri aspetti della nostra vita, che invece finora avevamo con enorme fatica rincorso, senza mai nemmeno raggiungere. Come semplicissima conseguenza, la parola felicità, non solo ricomincerà ad avere un senso, ma, gradualmente, diventerà noi stessi.

Ovviamente tutto ciò non è magia, ma solo l’esito finale del dato scientifico di fatto che: se uno perfeziona l’asse centrale, e addirittura portante, di una cosa, si perfeziona, automaticamente ed immediatamente, anche tutto ciò che l’asse stesso governa e di cui è circondato.

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