Collare e guinzaglio

Cit. “​Senza che scoppi il putiferio, in maniera costruttiva, sareste in grado di spiegarmi per quale motivo se io costringo una donna: 
– a vivere costantemente dentro casa 

– a mangiare quando e quanto dico io

– a muoversi dove e come dico io

– a controllare la sua sessualità e/o la sua riproduzione

– se le impedisco di esprimersi e di socializzare con i suoi simili 

– se le impedisco di sbagliare, di sognare, di evolversi e di lottare per ciò in cui crede 
Allora vengo etichettato come un criminale, un maschilista una persona che non sa amare e magari finisco anche in carcere… 
 E se invece prendo un animale e con la scusa della protezione…
– lo chiudo dentro una appartamento o peggio ancora una GABBIA

– lo nutro quando e quanto dico io

– utilizzo un bel guinzaglio, un collare, un microchip per controllare i sui movimenti

– lo sterilizzo e/o controllo la sua sua sessualità

– magari al guinzaglio, l’unica volta che assapora la libertà, gli impedisco di socializzare con i suoi simili perchè devo tornare a casa a mangiare  

– gli impedisco di abbaiare, di comunicare, di attraversare la strada sfidando l’acceleratore delle auto…impedisco di esprimersi, di sbagliare, di evolversi… 
Allora vengo classificato come una persona che AMA gli animali…
Quale sarebbe la differenza? gli animali, forse, sono degli esseri di seconda scelta? siamo sicuri che in realtà non li sfruttiamo per soddisfare i nostri bisogni? Spero che risponderete in tanti, fatelo liberamente ma assicuratevi di avere rispetto per gli altri, altrimenti vi metto collare e guinzaglio!”

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