Diffondete questo detto

UN AVOCADO AL GIORNO TOGLIE I ROMPICOGLIONI DI TORNO.

-Max Malambrì-

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Connessioni

“La tizia al bancone del supermercato mi ha chiesto se desideravo qualcosa ed io le ho risposto che vorrei un lavoro gratificante, dei rapporti umani basati sulla fiducia reciproca e qualche sistema per liberarmi del costante senso di inadeguatezza, solo che mi ha guardato così male che alla fine mi sono accontentato di due etti di prosciutto cotto.”

MANGIARE INGREDIENTI

Mi piace immaginare il Vegan/fruttariano-raw-crudista-estremo come una persona che “mangia ingredienti”.

Se trova nel frigorifero un cetriolo, una zucchina e un pomodoro, non pensa di sminuzzarli assieme in un’insalata, ma di mangiarli a morsi in sequenza.

Allo stesso modo, disponendo di una mela, una banana e una pera, non immagina una macedonia.

Lui non combina i diversi frutti, costringendo il suo organismo ad avviare simultaneamente conflittuali processi di assimilazione.

Lui non pensa di cuocere o diversamente lavorare quello che arriva dalla Natura, in un perfetto equilibrio di sostanze nutrienti. Riconosce umilmente di non sapere perché una pesca contenga alcune sostanze piuttosto che altre, ma decide di assumere quelle e solo quelle, anziché combinarle arbitrariamente.

Lui riduce poco alla volta gli attrezzi da cucina, per ritrovarsi alla fine solo con un coltello bene affilato.

Lui diventa ogni giorno più pigro nel preparare il suo pasto, che però diventa anche progressivamente più salutare perché meno lavorato.

Ecco, io credo di possedere l’unica cucina di Milano senza piano cottura e sono quasi al termine di questa strana trasformazione da uomo ad animale! 😊

-G. Bogoni

Cos’è più etico, ma anche più vantaggioso, sopravvivere nella costante paura e quindi nell’autodifesa da un prossimo ignoto oppure ogni tanto distendere, allentare, umanizzare la presa, lasciare aperte delle porte e dei canali di flusso ai prossimi confratelli cittadini? Cos’è più rischioso, una sicura sopravvivenza divisiva o una vacillante vitalità simpatica? Una casa blindata o un ecovillaggio? Una mente satura di complessi paurosi (in vista di che?)? Oppure un andazzo mentale generalmente prudente ma scambievole? Vogliamo riempire di paura (horror vacui) i buchi che ci siamo conquistati nel tempo competendo, perché non c’è rimasto altro che quella, oppure incominciare a considerarli come opportunità? devo per forza occupare il mio apparato cerebrale di ogni eventuale piccola possibilità che potrebbe avere una probabilità pari a quella che domani alle 10 di mattina passeggiando mi cada una mattonella sullo stesso, oppure posso essere più intelligente? Essere intelligenti significa essere complessati o significa essere semplici? Stare in silenzio significa essere analfabeti o l’analfabeta è chi vomita in continuazione precludendosi status meditativi normali?
La lentezza è una virtù.
Necessariamente tutto ciò che non riusciamo a controllare e a comprendere deve essere sbagliato e quindi pericoloso in quanto ignoto alla nostra ristretta oscillazione vibratoria? Devo abbassarmi al nozionismo dimostrativo o posso pacificamente evitare lo stress del trucco? Cosa è umano e cosa è automico, burattinico, la sua capacità predatoria e produttiva, come anche la sua programmazione e i suoi aggiornamenti, oppure la gestione e la manifestazione liberamente e spontaneamente essenzialistica? Cos’è degno di nota e di reminiscenza? Un ghost o un vestito? Are we human or are we dancers? È più intelligente la furbizia calcolante o la noesi?
Cosa fa di noi ciò che siamo? Siamo ciò che facciamo o dovremmo fare ciò che siamo?

Techne is deader than dead

Prendete lo smartphone e buttatelo nell’immondizia.

C’è troppa semplicità che viene persa nell’intelligenza virtuale e nella rete.

C’è troppa complessità banale che viene interrotta dai sensi nonsensi della meccanizzatio globale.

Nell’automatismo forzato saltan fuori nonsensi di colpa e ordini inconsci e routine distruggenti.

Vengono obliati i veri moventi dell’umano e le sue alte sfere di esistenza.

Viene dimenticata la trascendenza e la libera corsa dell’acqua, si interrompe la trasmissione vera e ci si immerge nella babilonese imbalsamatura rigorosa come la morte.

Pensavamo di potere rivoluzionare attraverso le vie inesistenti della bestia del mare, circumnavigando vuotamente e vanamente ma abbiamo raggiunto la smorfia dei nostri più vicini e cari sostegni eterni che ci hanno fatto capovolgere e sprofondare sdegnosamente e a ragione.

Volevamo escludere la follia e abbiamo avuto l’avanguardia artificiale di una forma di morte attanagliante e miserevole, ma che all’apparenza è scintillante ed è pure ipnotica, la più riuscita illusione di sempre, una platonica perfezione confezionata, comprabile, accessibile, auspicabile, il nuovo e ultimo fantoccio, nel senso che ci potrà distruggere definitivamente oppure comporterà probabilmente la disillusione finale e il disvelamento totale, lancinante, doloroso, ma bellissimo.

mokokokt

Non siate più routinari mongoli con tutto il rispetto per i mongoli. Aprite varchi dove non lo fate solitamente, eseguite passi azzardati quando anche ci sarà del freddo nei vostri pensieri o del buio, o quando sarete nella valle dell’ombra della morte e penserete di essere oppressi, non fate ciò che vi vien detto senza nel frattempo viaggiare e scaldare il vostro cuore.

Correte per una volta senza controllare di non dover rischiare per caso di morire, e quando starete per svenire guardate bene se fermarvi davvero o continuare invece ad addentrarvi panisticamente in un fenotipo maggiormente selvaggio e inesplorato, un mondo più potente e più compenetrato, vibrazione più plastica e frequenza anche cristica.

Anche le agende, gettatele nel camino e pure farenheit 451, nel camino.

Kafka, nel camino, la vostra educazione, nel camino.

Siate geni della pulizia, senza che inciampiate più nell’esigenza dell’approvazione di alterità che non immaginate davvero, o forse avete da sempre supposto giustamente, quanto dal basso vi chiamino a ruota, quanto dal basso vi seducano al fango e alla putrescenza, e all’incallimento.

Esaltatevi gioiosi nella vostra femminile delicatezza e nella vostra bambinesca sensibilità incorruttibile. Ascoltate il vostro corpo che vi urla di gettare lo smartphone dalla finestra controllando prima che non cada in testa a qualche cristiano e riempiamoci di informazione indipendente, cioè quella che viene naturalmente e che trascende dalle stelle e persiste nell’aria fresca di montagna che permea e sostiene ogni nostro pensiero.

Esprimetevi, e quando cadete, non fate finta di niente ma gridate e recuperatevi, raccattate la vostra umanità che tanto vorrebbero risucchiare certe immonde nullità cancerose e cancerogene.

Vogliate bene a chi sta errando contro di voi e contro se stesso.

Fate smorfie e vivificate.

Saltellate, rockeggiate, sanguinate.

Dite, sbagliate, ché anche Dio, sbagliando, ha partorito me, voi, e questa matrice paradossale.

Vivete la vostra vita senza nome.

terrorism

ci dividono e ci illudono
ci illudono, ci fanno percepire un divario con gli altri in forza della distanza fra noi
che in realtà non c’è
perché di base siamo tutti fratelli
e bloccano il nostro pensiero creativo e la nostra libertà sentimentale

 

Le cellule funzionano da sole . una società di lavoratori forzati è una società malata perché alimentata male. La società attuale è la riproposizione macroscopica del metabolismo deviante dal ciclo H