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Questo sito intende sostenere il melarismo e il fruttarismo sostenibile dal punto di vista scientifico, sfatare i numerosissimi miti della “scienza” ufficiale odierna, approfondire tematiche con approccio olistico e scevro dalla cecità delle istituzioni culturali a impostazione perversa e post-capitalistica, dare sfogo al respiro dell’anima del vero scienziato. Si dimostrerà che salute, etica e scienza vanno di pari passo, sono direttamente proporzionali, e ogni settorizzazione del sapere crea deficienze (comprovate da lauree che non attestano altro se non handicap, limiti, se prese singolarmente e non incrociate con gli altri ambiti gnoseologici fondamentali), toglie spazio alla scoperta, alla creatività, alla sperimentazione reale (quindi non è scienza), al gioco e pertanto limita fortemente l’emancipazione del singolo nel trovare la verità, la quale è sempre frutto di componenti che se prese parzialmente danno risultato opposto all’effetto macroscopico della loro interazione (principio dell’olismo, oggi sempre più menzionato e approvato dalle filosofie più avanzate). L’approccio olistico ha permesso il progresso scientifico e filosofico, e la vera cultura, il dialogo sempre esistito fra le varie discipline; quello parzialistico e meramente quantitativo sta di contro facendo degenerare il sapere in una barzelletta di proporzioni colossali, sta formando intelligenze binarie, “operative”, dipendenti, docili e facilmente amministrabili proprio per loro debolezza. Sfatiamo inoltre il mito dell’oggettività scientifica, che non esiste, e non è mai esistita, se non su un fatto statistico, se non su un risultato pratico ottenuto più volte. Dunque fare “scienza” significa esattamente sperimentare, e fino a prova contraria, il fruttarismo sostenibile, dai risultati che oggi si hanno a livello meramente sperimentale, è migliore della dieta vegana, della dieta vegetariana e di quella onnariana, e il melarismo è l’unica vera dieta della specie umana. Citando il professore Umberto Galimberti, dal capitolo “La provocazione della tecnica e la riduzione dell’essere a fondo a disposizione” de “Il tramonto dell’occidente” ricordiamo ai medici, agli arroccati su convinzioni  e “certezze” scientifiche inequivocabili (come il mito delle proteine, del fabbisogno calorico standard, della quantità, dell’onnivorismo della specie umana, i quali non servono ad altro se non a mantenere una posizione stabile di malafede in cui sia possibile sfruttare l’ignoranza e la malattia delle persone per il profitto economico) il principio di indeterminazione di Heisenberg: “La tecnica interviene nella manifestazione oggettiva della realtà per renderla disponibile. La disponibilità è la modalità tecnica del veritativo. A questo punto Heidegger si chiede: “Quale tipo di svelamento è appropriato a ciò che ha luogo mediante il richiedere pro-vocante? (…)” In questo modo la tecnica dissolve l’oggettività scientifica. Nella microfisica, per esempio, dove la scienza è possibile solo grazie alla perfezione degli strumenti messi a disposizione dalla tecnica, l’oggettiva posizione della particella subatomica è indeterminabile, in quanto le condizioni tecniche dell’osservabilità alterano lo star-di-contro (Gegen-stand), e quindi l’oggettività dell’osservato. A questo punto la domanda: che cos’è la natura? si converte nella domanda: che cos’è la conoscenza? L’oggettività, infatti, non riesce a costituirsi o, se è concettualmente precostituita, si dissolve, perché il livello d’esperienza è anteriore al differenziarsi di soggetto e oggetto. Se, come dice il principio di Heisenberg, per “vedere” una particella subatomica occorre illuminarla, e l’illuminazione, cozzando contro la particella, la devia, ciò che si “vede” non è la posizione della particella, ma la collisione che ne deriva e che non consente di stabilire la posizione della particella prima della collisione del raggio luminoso richiesto per osservarla. In questo modo, la posizione della particella è un inosservabile, perché osservabile è la collisione della particella con le condizioni dell’osservabilità. A questo punto non si potrà mai dire se le leggi che si stabiliscono per gli osservabili valgono anche per gli inosservabili, e, in generale, se la natura, provocata o chiamata alla presenza dalle tecniche dell’osservazione, è la natura che si trattiene nel nascondimento dell’inosservabilità.” Quando nelle trasmissioni televisive, ma anche nelle occasioni quotidiane ormai ci si imbatte in chi osanna la “SCIENZA” come verità assoluta, e si appiglia al “dimostrato scientificamente” per far valere la sua ragione, la sua posizione di vantaggio e di profitto (ed è esattamente questo che fa la medicina da sempre, da quando è nata nacque come cialtroneria, come attività profittevole, di speculazione sulla malattia, condizione invece nel 90% dei casi guaribile con l’alimentazione e lo stile di vita, e al 100% prevenibile alla stessa maniera), gli si ricordi il sano principio di Heisenberg, gli si parli di fisica quantistica, dell’assoluta inesistenza della certezza scientifica assoluta, ma dell’esistenza della sola SPERIMENTAZIONE personale come approssimazione alla verità (che non è mai raggiungibile del tutto). Si demolisca una volta per tutte quindi l’insopportabile tracotanza di questi signori, la loro arroganza, la loro vecchiaia, la loro tristezza. La dittatura della fede scientifica (falsa scienza) è un’ulteriore forma di superstizione, e su di essa è stata ormai posta una pietra tombale con il fallimento della scienza causalistica particellare e l’avvento della fisica, e biofisica quantistiche, proprio grazie al principio heisenberghiano. Con questo non si vuole demonizzare la scienza, quella vera, ma mettere da parte l’assolutizzazione dei suoi principi e l’indiscutibilità di ognuno di essi, perché la vera scienza si mette continuamente in dubbio, dato che non ha interessi economici da preservare: è continuamente aperta al gioco della vita, non si chiude in università pseudo-scientifiche, che limitano e schiavizzano gli studenti in condizioni disumane di sfruttamento e prostituzione intellettuale, luoghi per nulla dissimili da allevamenti intensivi di galline.

La vera scienza è l’oloscienza.

Vera scienza è ciò che funziona.

[Disclaimer: le informazioni scientifiche o di qualsiasi altro tipo contenute in questo sito sono a puro titolo informativo e non sostituiscono in alcun modo l’attività del medico (o diversa figura professionale ufficiale relativa alle predette informazioni), che deve essere sempre prima consultata, agendo poi sotto la sua esclusiva responsabilità, oltre che quella propria personale; gli autori declinano ogni responsabilità, diretta o indiretta, in merito alle scelte fatte conseguentemente alla conoscenza delle informazioni di qualsiasi genere contenute in questo sito].

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